Capaldo su Fonderia: “Questa politica non rappresenta il territorio”

“Una sensibilità ed una finezza che offendono l’intelligenza di chiunque abbia un minimo di sale in zucca. Eppure una via di uscita l’avrebbe avuta: scusarsi per questa pessima scelta e figura che ha fatto fare, come rappresentante Istituzionale all’Abruzzo intero”. E’ quanto dichiara Domenico Capaldo del Circolo Sinistra Italiana circa lo spettacolo della Fonderia dalfonsoniana e dello spettacolo delle “ombrelline” soprattutto in riferimento alla sua risposta rilasciata in sede di conferenza stampa.

Una Fonderia che, a parer di Capaldo, ha fatto della partecipazione sono “promozione elettorale” e dove la democrazia non ne è uscita viva. “Anche volendo dare per buone le intenzioni- afferma-, si è capito che il pacchetto, e l’esito del ‘processo partecipativo’ ai tavoli e Caucus era largamente predeterminato negli obiettivi finali, che hanno poi la funzione di essere spacciati come ‘condivisi democraticamente’ dagli Abruzzesi”. “Insomma si fa finta di far partecipare e decidere quando in realtà è già tutto deciso” incalza.

“Avremmo voluto, con questa Fonderia 2017, un cambio di rotta e non più le solite facili promesse. Intanto un ripensamento immediato sulle decisioni del Masterplan attuale che produce danni notevoli al nostro territorio, quando non lo ignora, ad esempio sui Trasporti con la ormai famosa ‘bretella’ di Pratola che marginalizza la Stazione di Sulmona, di cui nessuno parla e dei problemi dei pendolari, costretti a tempi di percorrenza assurdi per le tratte di L’Aquila e Pescara.

Avremmo voluto-prosegue- un ripensamento sulla Sanità e sul destino del nostro Ospedale ‘declassato’ con l’adozione immediata di una DEROGA, come chiesto da ormai un anno, ed in attesa della famosa Assemblea sulla Sanità che non viene fissata dal Sindaco di Sulmona. La condizione dei servizi sanitari sta peggiorando enormemente tra personale che manca e servizi chiusi producendo in tal modo la transumanza dei pazienti Peligni in giro per la Regione Abruzzo per essere adeguatamente curati, o che rinunciano spesso alle cure.

Avremmo voluto una parola chiara sui tempi di soluzione della Apc chiusa ormai da due mesi, sulla trasparenza degli Atti Amministrativi relativi, e sulla quale sembra che non ci siano fondi disponibili per i lavori di adeguamento sismico, e sulla Cultura bistrattata nel Bimillenario di Ovidio, su manifestazioni culturali di pregio cancellate e su luoghi di cultura chiusi sui quali si balbetta a fatica qualcosa.

Avremmo voluto una parola chiara sulla Centrale Snam e Metanodotto e sulla loro incompatibilità in un territorio del quale si esaltano le bellezze e nel contempo si affossa con scelte scellerate dal punto di vista

ambientale. Insomma dichiarare da che parte si sta, senza le sirene della alimentazione elettrica come soluzione proposta pubblicamente dall’Assessore alle Aree interne.

Avremmo voluto una presa di posizione chiara in termini di redistribuzione delle risorse finanziarie previste dal Masterplan vigente da subito, tra i diversi territori della Regione partendo dalle esigenze di una Città e di un territorio in evidente difficoltà, e allo stremo che sempre più ha bisogno di lavoro e sostegno al lavoro giovanile, “area di crisi” invece dimenticata da una politica regionale assente sul tema del lavoro e delle forme di insediamento produttivo e di agevolazione allo stesso con misure straordinarie per la piccola e media impresa.

Questa politica- conclude Capaldo-, sicuramente, non ci rappresenta e crediamo che non riesca più a rappresentare questo territorio, ormai terra di conquista, di potere e di guerre per bande”.

2 Commenti su "Capaldo su Fonderia: “Questa politica non rappresenta il territorio”"

  1. Carlo Alicandri-Ciufelli | 5 Luglio 2017 at 8:56 am | Rispondi

    Come non essere d’accordo con Domenico?

  2. “sicuramente, non ci rappresenta e crediamo che non riesca più a rappresentare questo territorio” detto da chi alle ultime amministrative candidato sindaco da segretario del suo Partito ha ottenuto circa il 3% del consenso degli elettori

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