Casa Italia, a giugno sul tavolo del governo

Di nuovo, rispetto all’annuncio di qualche mese fa, c’è che a giugno sarà convocato a Palazzo Chigi un incontro tra Comune, Regione e governo: è lì che si stabiliranno metodi e tempi dell’intervento, perché i soldi già ci sono e i destinatari anche, con Sulmona unica città in Abruzzo, scelta tra le dieci nelle quali partirà la sperimentazione di Casa Italia.
Un ambizioso e grande progetto di messa in sicurezza del Paese che dovrebbe avere durata decennale e una montagna di soldi di stanziamento: 3 miliardi di euro per i primi tre anni, stando agli annunci del premier Gentiloni, oltre 2 miliardi l’anno per venti anni, secondo l’assessore regionale Andrea Gerosolimo che, questa mattina, insieme al sindaco Annamaria Casini e al suo collega Mario Mazzocca, ha presentato la sfida di Sulmona ai terremoti.
Per il momento si parte con 25 milioni di euro da dividere per le dieci città italiane, con i quali si dovrebbe procedere alla creazione di un database, una sorta di mappa della vulnerabilità per la quale, in verità, il Comune di Sulmona, grazie all’opera di volontariato di alcuni professionisti, ha già avviato con il progetto “Sulmona città sicura”.
“Tutto lavoro che ci avvantaggia nel reperimento di risorse – ha detto Gerosolimo – e che metteremo nelle mani del governo per accelerare gli interventi”.
Mazzocca ha spiegato d’altronde che il governo sta allestendo un Dipartimento dedicato a Casa Italia, per seguire i dieci cantieri “che non sono interventi su edifici unici”, ha precisato il delegato regionale alla Protezione civile.
Il Comune dal canto suo non ha ancora idea di cosa proporre a giugno al governo, su quale parte o aggregato della città intervenire: “Dobbiamo capire le regole del gioco – ha detto il sindaco Casini – e poi decidere insieme al governo dove e come intervenire”.
Sui tempi di attivazione del progetto c’è molta incertezza, anche se l’assessore Gerosolimo si sbilancia in una previsione: “A settembre si avvierà la fase diagnostica – spiega – penso che per i primi del prossimo anno partirà il primo cantiere”

1 Commento su "Casa Italia, a giugno sul tavolo del governo"

  1. Sarebbe stato il colmo se sulmona non ci fosse rientrata, andiamo di cosa si lodano se sulmona è la città più attenzionata, ad alto rischio, del paese? Era una scelta scontata che sicuramente ci sarebbe stata lo stesso. Che poi tra una pacca e l’altra sulle spale dovreste dare il giusto riconoscimento al governo renzi che ha pensato questo progetto, perchè se si può iniziare a pensare di non dover piangere poi per le morti dei nostri amati sarà grazie al primo vero e concreto intervento dal dopo guerra ad oggi.

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