Consorzio di bonifica, terra bruciata e acque agitate

Lui si trincera dietro un netto “no comment”: “Sono in campagna – dice – quello che ho fatto potete vederlo sul sito del Consorzio”. E non conferma, né smentisce, le sue dimissioni che avrebbe inviato ieri con una lettera indirizzata all’assessore Emanuele Imprudente e al presidente della Regione Marco Marsilio.
Una situazione esplosiva quella che si è venuta a creare al Consorzio di bonifica Aterno Sagittario, dove il commissario Sergio Iovenitti, nominato dalla Regione, avrebbe intenzione di lasciare il posto di comando per motivi che, al momento, si possono solo intuire o ipotizzare.


L’assessore regionale al ramo, Emanuele Imprudente, dal canto suo nega o minimizza: “Iovenitti resta in sella alla guida del Consorzio – spiega, evidentemente dopo aver convinto il commissario a tornare sui suoi passi – nonostante la pesante eredità che si è ritrovato a gestire: un disavanzo che nel 2018 era di 400mila euro e che nel 2019 è cresciuto a 1,3 milioni di euro. Abbiamo fatto un’operazione verità su questo ente che ha portato alla luce una situazione disarmante: abbiamo pagato gli stipendi arretrati, resi trasparenti gli albi, tagliato i costi sproporzionati di gestione. Nonostante questo la situazione resta pesante: ci vorrebbero 870mila euro solo per mettere in sicurezza i luoghi di lavoro”.
Il prestito di 800mila euro che venne deliberato dalla Regione a guida D’Alfonso, d’altronde, non è mai stato elargito, ma in cassa sono arrivati solo 300mila euro (di contributo e non a prestito) della nuova giunta. La situazione debitoria e di liquidità di cassa resta preoccupante, soprattutto alla luce dei lavori di miglioramento agli impianti che sarebbero necessari, oltre che utili.


Ma c’è di più: i ritardi nell’erogazione delle bollette hanno spostato l’avvio della pulizia dei canali e la scelta di non riassumere i tradizionali stagionali (gli acquaroli cioè che conoscono bene gli impianti e il territorio) e di sostituirli con appalti a ditte esterne, ha peggiorato a quanto pare le cose.
Diverse zone sui 155mila ettari di superficie servita, restano infatti non serviti ancora oggi, con gli agricoltori che, passato il periodo relativamente piovoso, guardano con preoccupazione la terra asciutta.
E se in campagna la terra è asciutta, dentro il Consorzio è bruciata: il direttore dell’ente si è messo in aspettativa per un anno, mentre nel reparto tecnico è andato via, prima del previsto con un pensionamento anticipato, il responsabile. Di fatto è rimasto in servizio pressoché solo il personale amministrativo, in un momento in cui la gestione operativa dei canali è fondamentale all’erogazione del servizio.

3 Commenti su "Consorzio di bonifica, terra bruciata e acque agitate"

  1. Questi sono i risultati della politica con gli amici degli amici ecc….

  2. È finito il magna magna

  3. Chiudere chiudere chiudere

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