Cosa deve accadere perché Gabriella Di Girolamo venga eletta al Senato.

Il Senato si elegge “su base regionale” dice la Costituzione Repubblicana. Questo evita ai concorrenti per Palazzo Madama di essere sottoposti alla vera e propria roulette russa rappresentata dal meccanismo di distribuzione dei seggi assegnati su base nazionale alle liste locali (e che prevede il riequilibrio con la decadenza degli ultimi eletti della lista che avesse, dalla somma dei seggi presi localmente, più posti di quelli che in realtà gli spettano in base alla proporzione su base nazionale) e che, ad esempio, rischia di lasciare a piedi addirittura i capilista di liste grandi a vantaggio di quelli delle liste piccole, soprattutto in circoscrizioni piccole come l’Abruzzo.

Al Senato, quindi, è più facile. A spartirsi i cinque laticlavi abruzzesi saranno quattro soggetti politici: quelli che -realisticamente- supereranno lo sbarramento nazionale del 3%. Il Centrodestra, il Movimento 5 Stelle, il Centrosinistra e Liberi e Uguali. Cinque posti per quattro contendenti hanno -ragionando praticamente- solo due possibili combinazioni di distribuzione. Una è: 2 seggi alla prima coalizione e un seggio a testa per gli altri tre; la seconda è: 2 seggi alla prima coalizione, 2 seggi alla seconda, uno alla terza e nessuno alla quarta. Quasi impossibile il “3-1-1-0”, tutte le altre combinazioni non sono neanche da considerare.

Veniamo alla distribuzione dei seggi: si adotta il meccanismo del quoziente. Tradotto: ogni 20% preso dalla coalizione (o lista per chi corre da solo) scatta un posto. Queste “quote” da 20% vanno tolte dal totale della percentuale. Quello che resta serve per dare i seggi rimanenti dopo il giro delle assegnazioni “piene”. Chi fa primo prenderà sicuramente due seggi. Se il secondo non sarà “pieno”, arriverà certamente con il resto più alto. Chi fa terzo ne prenderà certamente uno e non più di uno (perchè il totale è cinque e se il terzo ne prendesse due si arriverebbe almeno a sei, e non ci siamo). La partita è fra il secondo ed il quarto. Che si contenderanno l’ultimo posto “al resto più alto”.

Quindi se il M5S, come tutti i sondaggi sull’Abruzzo dicono, taglierà per primo il traguardo anche per un solo voto, Gabriella Di Girolamo sarà matematicamente eletta. Se invece la lista di Grillo venisse superata dalla coalizione di Centrodestra, allora bisognerebbe mettere mano alla calcolatrice. Perché il secondo classificato, come spiegato sopra, vedrà conteso il suo secondo posto dal potenziale unico posto del quarto in classifica. Banalmente bisognerà fare questo calcolo: percentuale del M5S – 20 e comparando il risultato di questa sottrazione con la percentuale di Liberi e Uguali. Se %M5S – 20 è superiore a %Liberi e Uguali, Gabriella Di Girolamo rappresenterà l’Abruzzo in Senato. Se invece %M5S – 20 sarà uguale o inferiore a quella di Liberi e Uguali, sarà il capolista della formazione di Massimo D’Alema a varcare, il 23 Marzo, la soglia di Palazzo Madama in nome della nostra regione.

In sintesi il meccanismo del Rosatellum, consente, in una regione piccola come l’Abruzzo di votare per una lista ma anche, in qualche modo, di votargli contro. Chi vuole Gabriella Di Girolamo in Senato dovrà certamente votare 5 Stelle. Ma se proprio proprio un elettore non ci riesce, può scegliere con la consapevolezza che può votare anche “limitando il danno”, non votando per il diretto concorrente.

 

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