Esami sanitari al 2020. Tordera: “La Tac sarà riattivata a giorni”

Nelle sue parole c’è rabbia e sgomento. Le parole sono quelle di una donna che, nel caso specifico, preferisce restare anonima, ma la sua rabbia deriva da un fatto reale accadutole qualche giorno fa al Cup di Sulmona quando nel prenotare ben quattro esami di controllo si è vista dare appuntamenti che, buono che le sia andata, vanno dal marzo prossimo al 2020. La signora Francesca (nome di fantasia) anni fa ha sofferto di pericardite, curata ma non risolta del tutto quindi deve sottoporsi ad un ecodoppler, l’esame fissato a marzo. Ha avuto problemi al cuore, “un muscolo da tenere sotto controllo – dice – non sono tachicardiaca, ma c’è pur sempre il rischio di un arresto cardiaco”.

Poi ci sono le cisti al fegato e quindi la necessità di un ecoaddome; i problemi alla mammella, derivanti da un tumore benigno che le è stato estirpato, con la necessità di controlli periodici tramite ecomammella. Esami, questi due, fissati a settembre 2019. Ed infine, il controllo alle carotidi rimandato al prossimo anno, data da destinarsi: “Tutto l’Abruzzo è occupato” le hanno risposto dal Cup quando “dice la legge che entro due mesi dovrei effettuare gli esami e la Asl dovrebbe pagarli anche ad un privato se necessario” aggiunge la signora che non si ferma qui e prosegue: “Io non me la sento di andare fuori da Sulmona per farli. La città deve sapere in quali condizioni siamo. La soluzione, per un utente, non può essere rivolgersi al privato. Pago le tasse anche di ciò che non consumo, ma sulla sanità non va bene anche perchè questa è prevenzione e proseguendo in questo modo più in là potrei essere di maggior peso economico per la Asl”. Sessantasei anni, esente dal ticket, disposta anche a pagarlo, ma la situazione non cambia per la signora Francesca che, tra le altre cose, si è sentita rispondere che se gli esami fossero stati svolti a pagamento in ospedale sarebbe stato possibile farli entro tre giorni. Qualcosa non torna.

Piccoli episodi di disagi nel settore della sanità. D’altronde i sindacati sono più volti intervenuti nel denunciare problemi legati principalmente alla carenza di personale, al sovraccarico di ore lavorative e alle conseguenze sulle prestazioni sanitarie. Ma questo è un altro discorso, o forse no.

Come un altro ancora, ma sempre di disservizi si tratta, è quello della Tac rotta e che tornerà in funzione “entro alcuni giorni” (presumibilmente tra giovedì e venerdì) fa sapere il dirigente Asl 1 Rinaldo Tordera. Dopo una settimana dalla segnalazione. La nuova, nel frattempo, è in via di collaudo ma sarà utilizzabile solo con l’apertura del nuovo presidio. “La direzione, per evadere le prenotazioni degli utenti già in corso, ha dato disposizione di riparare subito il ‘vecchio’ macchinario quello attualmente in uso – si legge in una nota -. Infatti, attendere la messa in funzione della nuova Tac avrebbe richiesto ancora del tempo e allungato ulteriormente le attese di chi ha da tempo preso appuntamento per sottoporsi all’indagine strumentale”. Insomma, per ora si è provveduto ad ordinare direttamente alla ditta tedesca che la produce un pezzo del macchinario, il tubo radiogeno. A partire dal 21 gennaio, intanto, “7 medici e 15 tecnici della radiologia cominceranno a frequentare (per 10 giorni) i corsi di formazione per apprendere le modalità di utilizzo della nuova strumentazione Tac che ha una tecnologia (64 strati) moderna e all’avanguardia”.

Simona Pace

1 Commento su "Esami sanitari al 2020. Tordera: “La Tac sarà riattivata a giorni”"

  1. Modesto medicus | 16 Gennaio 2019 at 12:18 | Rispondi

    Le liste di attesa ospedaliere sono un problema serio e quel problema nessuno vuole risolverlo,specie chi è preposto al controllo delle piante organiche ed al loro mantenimento. Certo se le leggi dello stato ed in particolare i DEF, bloccano il turn over per cui chi va in pensione non viene sostituito, le piante organiche si riducono ed il personale addetto agli ambulatori per esterni, si riduce e non ce la fa a smaltire tutti coloro che chiedono esami clinici ed ambulatoriali. Si tenga presente che esistono i “carichi di lavoro” e va da sé, che,se si prenotano chessò, dieci persone per l’ecocuore (pericardite nel caso) ed esiste un unico ecocardiografo, la fila si allunga per impossibilità a soddisfare il fabbisogno dell’utenza e può arrivare al prossimo anno E’ un esame complesso che richiede minimo minimo 45minuti, se fatto bene. L’ambulatorio è aperto per due ore, come la mettiamo? C’è una discrepanza tra richiesta ed offerta e non dipende certo dai medici ospedalieri. Un’altra cosa sono le visite che i medici fanno in intramoenia, cioè nei loro studi ospedalieri o privati. Essi sono concordati con la dirigenza ASL,anche il prezzo unitario delle visite ed una percentuale afferisce anche alla ASL.
    Il medico è tenuto a fare per l’ospedale le sue 6,40 ore giornaliere, tra visita ai degenti di reparto, sala operatoria , terapie,medicazioni, dimissioni, nuovi arrivi etc.etc.Quindi quando fa le sue visite in intramoenia , ha già soddisfatto il suo obbligo di lavoro come pubblico dipendente e passa al di fuori del suo obbligo di orario a fare il “libero professionista”. E’ sancito dal contratto. Ora non si può pretendere tutto e solamente dai medici ospedalieri anche essi vittime del bailamme che ebbe inizio dalla famigerata riforma sanitaria. Il medico ospedaliero è soprattutto per i ricoverati, il resto per gli esterni.
    C’est l’argent qui fait la guerre, dicono i francesi. Se poi si vogliono fare le nozze con i fichi secchi, i risultati si toccano con mano. E poi ,lasciatemelo dire, gli ospedali di Sulmona e Popoli, sono ridotti male,mi dispiace dirlo ma è così.Prima erano i primi in Abruzzo, ora è come un esercito in ritirata. E poi basta con il fatto che se uno paga lo visitano subito se no deve aspettare. Da che mondo è mondo chi paga la sfanga sempre. Pecunia non olet, disse Vespasiano,quando tassò le urine che raccoglievano i barbieri. Perché ci tassi, l’urina puzza, dissero i tonsores. E Vespasiano rispose “pecunia non olet. Allora sorge un’altra protesta dal sapore pietistico: e se uno sta male deve morire? Al quesito è difficile dare una risposta. Io penso che gli ospedali e gli ambulatori si dovrebbero attrezzare in modo che ciò non succeda e non pretendere che un piccolo esercito conquisti il mondo. Ma se a Sulmona vogliono togliere il punto nascite? Altro che medici, qui c’è gente politica, che non pensa a quello che fa, lo fa e basta, in peius.

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