In memoria di Gian Domenico Rosatone, partigiano

Era “elemento turbolente” all’interno dell’allora sezione fascista “Presidium” di Prezza e ben presto le sue idee cozzarono con quelle dell’ideologia dominante fino a sfociare in uno scontro fisico tra lui ed i suoi amici fidati contro i fascisti appunto. Venne diffidato dai carabinieri e interdetto dallo svolgere attività politica riducendosi a lavorare i campi di famiglia, ma qualcosa bolliva in pentola. Gian Domenico Rosatone (Gian nome di battaglia) “era nato per la libertà di pensiero e di espressione, e, quindi, lo sbocco naturale fu quello di cospirare contro coloro che avevano soppresso quei valori” scrive in una sua ricerca lo studioso Vincenzo Pizzoferrato. Rosatone iniziò nell’ottobre del 1929 a suo di campane nel richiamare il popolo prezzano parlando di “principi di libertà, di giustizia, di eguaglianza, di indipendenza e di umanità”, ci fu una sommossa repressa con 80 arrestati tra Prezza e Campo di Fano e che valse a Rosatone e alcuni suoi amici mandati di cattura tanto da costringerli a rifugiarsi in montagna. La lotta per la libertà era iniziata.

“Rosatone, però, non demorse dai suoi principi e dalle sue idee e proseguì a tessere la tela contro il regime. Nella primavera del 1930 organizzò un primo gruppo formato da contadini di Prezza e da operai di Popoli”. Tornato a Prezza dopo il periodo militare si chiuse in una profonda solitudine che solo gli amici più fidati potevano scalfire, tra la sua abitazione e le montagne, immerso in un periodo di profondo e appassionato studio. “Le persecuzioni si fecero più intollerabili” e Gian non si sottrasse ai suoi obblighi morali. “Nel carnevale del 1936 ideò insieme ad altri antifascisti l’esplosione di una potente bomba in occasione di una riunione di gerarchi fascisti a Prezza”, piano che fallì. Fondò prima dell’8 settembre la rete clandestina repubblicana e socialista Giovine Italia. “Fu fermato dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Porta Pia a Roma per ‘attività sovversiva’ e denunciato per cospirazione e organizzazione del Movimento PatriotticoGiovine Italia’. Fuggito dal Commissariato, si recò in montagna e iniziò l’attività di partigiano, svolgendo, inizialmente, la sua azione nella Romagna raggiunta attraverso le Marche e la Toscana. Intercettato più volte riuscì sempre a sfuggire all’arresto.

Tornato a Prezza “prese immediatamente contatto con i partigiani marsicani, della Valle Subequana, della conca Peligna e della Valle del Sagittario formando la banda partigiana Gruppo d’Azione “G. Garibaldi” attiva nei comuni di Prezza, Campo di Fano, Torre de’Nolfi, Bisegna e Ortona dei Marsi fino alla liberazione della Valle Peligna dai nazifascisti (9 giugno 1944)”. Si unì così alla Brigata Maiella partecipando allo sfondamento della linea Gotica fino alla liberazione di Bologna. Proprio questa mattina (ore 10.30), 2 giugno, Festa della Repubblica, Prezza onorerà il coraggio di Gian intitolandogli una targa affinché la memoria sia anche ben visibile lungo le vie del paese. A ricordarlo ci sarà anche il presidente dell’associazione Brigata Maiella Giuseppe Di Iorio.

Simona Pace

(fonte: http://www.brigatamaiellasvp.it/biografie/domenico-gian-domenico-rosatone.html)

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