La cucina dei Santacroce a Colorado Springs: “From Abruzzo with love”

Tutto inizia con un piatto di maccheroni alla chitarra in una cucina professionale dell’università di Colorado Springs. Un corso e la voglia, per 31 studenti provenienti da diverse latitudini e longitudini degli States e da diverse facoltà, di imparare la cucina italiana. A fare da professori Domenico Santacroce e sua moglie Antonella, volati oltreoceano per condurre un regolare corso con tanto di crediti universitari per i partecipanti. “Non ci aspettavamo tanto entusiasmo ed impegno”, ed invece…  Ai maccheroni sono seguiti i classici della cucina italiana: carbonara, cacio e pepe, parmigiana, sagne e fagioli, pasta e ceci solo per citarne alcuni. Piatti rigorosamente preparati con prodotti italiani, quelli che la ben nota coppia di ristoratori peligni è riuscita ad infilare nelle proprie valigie e quelli ricercati in giro per la città in negozi specializzati: “Fortunatamente siamo riusciti a trovare prodotti di eccellenza” spiegano i due.

Quello condotto in Colorado è stato un laboratorio di 15 giorni, nato da una casualità. I due avevano avuto ospite nei propri hotel il professore Salvino Bizzarro che ha nei fatti organizzato tutto insieme alla professoressa Amanda Minervini, e ci è voluto un anno. Alla teoria i ragazzi hanno preferito ben presto la pratica, rinchiusi in cucina ad impastare diversi formati di pasta preparandola come solo gli italiani sanno fare. Un viaggio tra le regioni (protagonista la dieta mediterranea) è stato quello proposto dai Santacroce che si è soffermato, e non poteva essere altrimenti, principalmente sull’Abruzzo, sulla Sulmona di Ovidio e dell’aglio rosso partendo dalla cucina ed usanze degli antichi romani riversando nel piatto non solo prodotti, ma anche i racconti dei luoghi di provenienza, quell’amore per le storie e l’entusiasmo di esprimerle attraverso elaborati capaci di soddisfare la gola.

Storia e territorio nel piatto, quindi, perché è di territorio che si parla. Domenico è chiaro: “Non me la sento di fare

solo pubblicità standard, il mio lavoro di relazioni ha l’obiettivo di promuovere i nostri posti”. Un po’ come si fa con il passaparola dove la comunicazione è vis a vis e non mediata da una sola immagine. Così l’idea di volare di là per un laboratorio di cucina diventa il modo più umano e caloroso di veicolare l’intero Abruzzo, anche quello dello zafferano aquilano e del tartufo. “Una modalità a favore della quale dovrebbero intervenire anche le istituzioni” incalza Domenico. A chiudere il periodo di lavoro è stata poi una cena di beneficenza, curata sempre dalla coppia, aperta ai facoltosi di Colorado Springs, obiettivo: accumulare denaro per finanziare una borsa di studio. I sessanta partecipanti hanno così permesso ad uno di quei giovani studenti di raggiungere l’Italia il prossimo luglio per proseguire il lavoro tra cucina e competenze linguistiche. Non solo. Non soddisfatti Domenico e Antonella hanno deciso di permettere ad altri quattro di stare in Valle per un mese . “From abruzzo with love”.

Simona Pace

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