L’INTERVISTA/ Fondazione Carispaq: la Giostra di Taglieri

La sua elezione a presidente della Fondazione Carispaq è stata ben salutata dal territorio di peligno. Da vice Domenico, o meglio Mimmo Taglieri, ha ottenuto qualche tempo fa la presidenza. Una posizione di rilievo che ai più fa ben sperare che qualcosina venga ulteriormente dirottate sulla Valle. Dal giovanissimo sindacalista Cgil passando per la presidenza provinciale Ater, oggi Taglieri è anche presidente onorario dell’associazione Giostra Cavalleresca.

Il “monopolio aquilano si è rotto”, una affermazione che si è sentita da più parti. Cosa rappresenta un peligno alla presidenza della Fondazione Carispaq?

Io non mi sono posto in questo modo. Tenga conto che ci troviamo di fronte ad una entità importantissima, l’unica rimasta ormai, che dà la possibilità al territorio di fare determinate cose e che in 33 anni non ha mai avuto un presidente diverso da un aquilano. Con questo nulla nei confronti dell’Aquila, anzi il contrario. Ho portato avanti un percorso per mettere insieme il territorio perché per essere eletto non bastano i voti di una realtà soltanto, io sono il risultato di un incontro tra le zone più importanti dell’aquilano che sono L’Aquila, Avezzano e Sulmona. Quindi anche il fatto che si sia dato il connotato dell’anti-aquilanità è un fatto fortemente sbagliato e negativo. Ritengo che questa “considerazione” sia strumentale. Questa mia elezione, sofferta, nel momento in cui si è realizzata, ha trovato intorno a sé tutti, compresi gli aquilani e per la prima volta nella storia della Fondazione ho dato la possibilità al mio oppositore di entrare nel Consiglio di amministrazione, ho ritenuto che questa parte non dovesse essere fuori. Negli anni passati la fondazione ha avuto un’attenzione grande per L’Aquila soprattutto durante il periodo del terremoto, io non dico che bisogna avere la stessa attenzione per Sulmona perché sarebbe a scapito di tutti, bisogna fare un progetto che coinvolga tutti.

A proposito di progetti, qual è l’obiettivo che si è prefissato?

La fondazione ha questo compito importante di finanziare progetti sul territorio e lo fa non con il capitale, tra l’altro la nostra è tra le fondazioni più sane nel Mezzogiorno e in Abruzzo in particolare, ma attraverso investimenti e fino ad oggi abbiamo avuto grandi possibilità finanziando opere e associazioni di tutti e tre i territori. Non escludo che un’attenzione particolare vorrei dedicarla ad un progetto turistico totale. La Fondazione finanzia ma normalmente non fa qualcosa di proprio, invece io vorrei che lo facesse.

Un progetto turistico inteso come intrattenimento o come un qualcosa di strutturale?

Strutturale, nel senso di cominciare a capire quali possibilità turistiche hanno rispettivamente Sulmona, Avezzano e L’Aquila, vedere le peculiarità che possono unire queste città. Ad esempio all’Aquila c’è la Perdonanza, io non mi schiererò mai contro, anzi cercherò di migliorarla, a Sulmona c’è la Giostra, ad Avezzano Alba Fucens. Se si riuscisse ad unire queste tre realtà in funzione del territorio mettendo in moto un discorso che coinvolga professionalità importanti, l’approssimazione non può esserci più perché ci siamo accorti che questo non può essere funzionale. Prendo questo impegno.

Per Sulmona aveva parlato del fatto che dalla sua nomina in poi sarebbero state escluse dai finanziamenti quelle associazioni che non coinvolgeranno Corso Ovidio da nord a sud. Può spiegare meglio questa affermazione?

E’ una cosa che mi ripetono. Il fine settimana scorso in Città c’è stato molto movimento, la Giostra sta raggiungendo risultati importanti, a mio avviso ne deve beneficiare tutta la città perché non possiamo pensare di aver risolto tutto. Come si può fare? La Giostra è nata nell’antichità e ogni volta che si mette mano alla modifica dell’organizzazione trovi giustamente lo storico che fa il fermo. Però penso che ci sono delle cose importanti che nella vita possono subire aggiustamenti allora io, può essere banale, ma penso che se riuscissimo a costituire due nuove realtà a Porta Napoli e zona Cappuccini unendole alla Giostra, che competono e che tutto l’anno si organizzano, potremmo creare anche due nuovi borghi o sestieri anche se storicamente non c’erano. Penso che il centro storico debba essere riattivato, ci vuole un gruppo che studi questo fenomeno e dia soluzioni perché il resto, a mio avviso, sono improvvisazioni.

La Giostra come catalizzatore?

Innanzitutto c’è una cosa da fare perché non è possibile che durante l’anno si faccia pochissimo e poi l’estate si fa tutto accavallando, secondo me deve esserci una regia. Facessero qualcosa tutti i giorni ma non è possibile che nello stesso giorno ci siano tre, quattro iniziative che poi vengono danneggiate tutte. Diversamente tutte potrebbero beneficiare. Il fatto di aver dato stabilità alla Giostra in questi anni fa pensare ad un gruppo molto forte, che lavora, è presente in Città. Un gruppo di volontari da apprezzare, riferimento vero, dobbiamo vedere di fare sforzi importanti. Se si riuscisse a collegare le tre aree dell’aquilano si potrebbero creare percorsi turistici. La chiave di volta per noi è il turismo, ma il passo più importante si deve ancora fare ossia far conoscere la Giostra a chi non la conosce altrimenti resta solo una cosa nostra.

In tutto questo che tipo di supporto può arrivare invece per le altre manifestazioni importanti come ad esempio il Sulmonacinema, la Camerata Musicale Sulmonese o il Muntagninjazz?

Dobbiamo vedere di metterli insieme, e li metteremo insieme quelli che vanno incoraggiati. Nei confronti di Muntagninjazz abbiamo già un’attenzione particolare e penso che dopo la Giostra è al secondo posto, anche quest’anno abbiamo dato un contributo importante e nel futuro dobbiamo fare ancora di più. Dobbiamo prendere le eccellenze, non fare nessuno sforzo, perché sono venute avanti attraverso il loro lavoro, Sulmonacinema e Caniglia anche. Al Caniglia bisogna dare una certezza, un direttore c’è ma serve qualcosa che attenzioni molto il nostro teatro. In altre realtà vengono fatti sforzi particolari anche individuando un direttore dal nome roboante. Noi abbiamo Di Bacco che è eccezionale sia come musicista che per l’impegno nella Camerata, se a fianco a lui potessimo mettere un nome che faccia conoscere il teatro…. Quest’anno prima di vedere altri finanziamenti fisserò un incontro con queste associazioni.

In che modo il circondario sarà aiutato e viceversa in che modo il circondario può aiutare Sulmona?

Piano piano queste iniziative che noi facciamo una mano ad altre realtà la sta dando. Dobbiamo vedere come deve essere fatto in modo continuo.

Che cosa pensa degli attacchi politici che il Pd cittadino le ha riservato per la sua vicinanza ad Andrea Gerosolimo?

Io non voglio entrare in questo perché la fondazione è abbastanza lontana da queste dinamiche, ognuno di noi ha una impostazione politica e quindi preferirei non parlarne e lasciare questa attività a chi fa politica. Dal momento in cui sono diventato presidente devo marcare la mia distanza, devo cercare di aiutare tutti, soprattutto devo cercare di non essere fazioso.

Il teatro Balilla, la cui intenzione è la ristrutturazione, a che punto è?

Le cose le vorrei fare e me le vorrei ricordare. Sono sei anni che parliamo di Balilla, purtroppo non per nostra responsabilità ma per una serie di cose. Posso dire che a primavera vorrei far iniziare i lavori per averlo pronto in un anno e dare la possibilità alla città di usufruire di questo bene, è un progetto interessante, innovativo in un contesto antico. Una cosa bella all’interno del centro storico, che non stona con il centro storico, dotato di una tecnologia molto avanzata.

C’è un messaggio che vorrebbe far passare agli operatori dei settori turistico e culturale per fare maggiormente “rete”?

A settembre vorrei che partisse il progetto della Casa delle Culture che deve essere un riferimento importante per mettere in sinergia le associazioni e fare da stimolo. Tutto ciò che unisce sarà il mio modo di essere all’interno della città.

Simona Pace

4 Commenti su "L’INTERVISTA/ Fondazione Carispaq: la Giostra di Taglieri"

  1. Aldo Tassinari | 14 Luglio 2019 at 08:24 | Rispondi

    come mai tanto lustro a siffatto personaggio?

  2. Aldo Tassinari | 14 Luglio 2019 at 08:27 | Rispondi

    e come fa a parlare di imparzialità quando poi in campagna elettorale ha presenziato (ed anche la sua figliola) vari incontri a sostegno di una determinata cerchia ?

  3. bene, il little tony peligno,presidente di qua,di la,di tutto, di piu’,il vecchio pifferaio e’ ancora in sella,un magico illusionista che racconta magnifici,favolosi risultati,tutte chiacchiere,oltre ai ritorni particolari,personali…e degli amici di merenda,quelli del brigante,ladrone craxi,quali,dove,come,quando i successi prodotti,gli effetti,le soluzioni,le risposte,i benefici di cui l’Interesse generale,del territorio,dei Cittadini….la Giostra antica? (l’idea e’ di Gildo,un grazie e’ d’obbligo) Due nuovi sestieri? Turismo? Il piccolo tony pensa solo ed esclusivamente ai ritorni particolari,soprattutto a quelli degli indicati
    ….le rievocazioni storiche non interessano a nessuno,l’italietta e’ piena,siamo i primi in Europa per carnevalate,circa 1500,le manifestazioni,sagre,feste medievali,le prime 5 (consultare i portali,classifiche specifiche,comitato nazianale,europeo) di certo attraggono molti escurzionisti,pochi turisti,tutto nero su bianco ,numeri statistici flussi/presenze turistiche Istat.. quelli delle interviste,tavole rotonde,ecc ,sicuramente parlano e basta,non conoscono i numeri,soprattutto le differenze escurzionista /turista,tipologia/prodotto/mercato riferimento,potere di spesa target,strategie,criteri,servizi,aspettative,capacita’
    organizzative,logistiche,collegamenti,trasporti,promozione/offerte online,piani,ecc,ecc
    per la captazione dei “viaggiatori”,quali gli attrattori,le ragioni per le quali si decide la destinazione…presenze/destinazione turisti? Abruzzo e’ ultimo ,oltretutto le presenze sono solo di residenti nazionali 85/90% ….numeri,non chiacchiere,o no?

  4. Penso che abbia dato più il professor Di Marco a Sulmona che Ovidio… il Publio Nasone qui ci è solo nato.. Bimillenario di cosa?!?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*