Lungo la via di fuga, verso la libertà: pronti per il Freedom Trail

Con il sole, la pioggia o la neve per ripercorrere quel Freedom Trail-Il sentiero della Libertà che tanti prigionieri e partigiani intrapresero per raggiungere le forze alleate dal Campo 78 di Fonte d’Amore, e tutti gli altri campi, all’altro lato della Majella. Con il sole, la pioggia e la neve i ragazzi, che negli ultimi 18 anni hanno ripercorso quel trekking di 60 chilometri, hanno trovato e trovano la volontà e l’impegno di capire che cosa quei sentieri rappresentavano per i fuggitivi e quanto di loro resta tra le rocce, gli alberi e i paesaggi, gli stessi, forse un po’ cambiati, ma colmi di storie, sensazioni e sentimenti da sentire.

Oggi la 18esima edizione è stata presentata ufficialmente, pronta a partire venerdì 27 aprile con i suoi 460 partecipanti dei quali 150 provenienti dalle scuole di Cuneo, Ancona e principalmente Lanciano. Solo dieci da Sulmona. Purtroppo se da un lato l’associazione ed il progetto crescono con il contributo dei comuni e nuove sinergie, dall’altro le scuole peligne non sembrano abbracciarne la condivisione. Ma tant’è. In futuro si pensa anche ad una marcia che possa addirittura partire dal frusinate dove alcuni sindaci, con a capo quello di Cassino, ripercorreranno parte della Linea Gustav il 26 aprile, idealmente vicini al Freedom in partenza il giorno dopo da Sulmona. La prossima edizione potrebbe essere la prima in cui affrontare la Gustav  interamente, divisa a tappe e con gruppi pronti a darsi il cambio fino a raggiungere il Sentiero della Liberta.

Intanto venerdì si partirà verso Campo Di Giove per raggiungere giorno dopo giorno Taranta Peligna, dove sarà

inaugurata una strada alla Brigata Majella, e Casoli dove ad attendere i partecipanti ci sarà Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura. La particolarità di questa edizione sta nel commemorare lungo il tragitto le vittime della mano nazista a partire dal cimitero di Sulmona dove saranno ricordati quattro giovani di Roccacasale uccisi; al guado di Coccia il pensiero andrà a Ettore De Corti e Donato Ricchiuti: “Storie di giovani ed esempi di una memoria che resta”. Domani, intanto, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà a Taranta Peligna in occasione della Liberazione d’Italia in una cerimonia presso il sacrario della Brigata Maiella, così come fece Carlo Azeglio Ciampi non ancora presidente a quei tempi ma che da presidente tornò a Sulmona per salutare la marcia.

Con il sole, la pioggia o la neve un passo dopo l’altro verso i valori dell’antifascismo per una umanità diversamente migliore.

Simona Pace

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