Martellate al compagno della ex. Nei guai operaio di Pratola

Avrebbe colpito durante una colluttazione il rivale in amore con un martello, procurandogli un trauma cranico per il quale l’uomo sarebbe finito all’ospedale di Sulmona. Per Giuseppe Incani, operaio di 53 anni di Pratola Peligna, ieri il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’obbligo di firma, alleggerendo così la misura cautelare che era stata adottata il 6 luglio scorso degli arresti domiciliari. L’accusa, però, è di quelle che pesano: tentato omicidio, perché dal racconto della vittima, quel colpo di martello avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
L’episodio risale al 4 luglio scorso, quando la vittima si era recata nella stazione dei carabinieri denunciando di essere stato aggredito dall’uomo che lo aveva seguito con l’auto e lo aveva affrontato nei pressi del centro commerciale di Roccacasale.
Il motivo della lite: la donna con la quale stava (che era il vero “obiettivo”) e che è la ex di Incani, anche se più che motivi sentimentali alla base del risentimento ci sarebbero motivi economici.
Incani infatti ce l’avrebbe con la sua ex perché gli avrebbe sottratto dal conto comune tutti i soldi, motivo per il quale qualche mese fa aveva minacciato con un cacciavite la sua ex nel piazzale del centro commerciale Il Borgo a Sulmona.
Incani era stato raggiunto dalla misura di divieto di avvicinamento e poi quella degli arresti domiciliari. Ieri il giudice ha deciso però di limitarlo all’obbligo di firma: secondo il suo avvocato, Stefano Di Nino, che lo difende insieme a Vincenzo Margiotta, infatti, la ricostruzione fatta dalla presunta vittima è tutta da verificare, non essendoci testimoni in grado di confermare quanto accaduto.

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