Mense bloccate, genitori e lavoratori protestano a Palazzo San Francesco

L’appuntamento è tra due settimane quando forse l’amministrazione sarà in grado di dare risposte  certe a genitori e lavoratori. La questione è quella delle mense bloccate a Sulmona che oggi ha portato ad una manifestazione a Palazzo San Francesco promossa dai sindacati. Un disagio che si sta protraendo da un po’ troppo tempo ormai, che doveva essere già risolto e che, sempre forse, troverà il definitivo sblocco ad inizio dicembre “Per mantenersi alle larghe- ha commentato il sindaco Annamaria Casini-, ma spero di farvi una sorpresa questa volta anche prima”.

La prima cittadina ha ricevuto una delegazione dei manifestanti nel suo ufficio, per ascoltare le rimostranze già ben note e per raccogliere qualche nuova denuncia. Certo, quella particolare è, soprattutto, l’organizzazione che i genitori hanno messo su per far fronte alla mensa bloccata, ossia quella di affidare ad una struttura esterna la preparazione dei pasti ai propri figli perchè di far mangiar loro panini tutti i giorni proprio non ci stanno. Una segnalazione raccolta dal sindaco che, promette, verificherà. Da parte dei sindacati, a riguardo, l’interrogativo è capire se a livello legislativo sia possibile o meno questo passaggio.

Sui lavori negli spazi adibiti allo sporzionamento dei prodotti, questo è un altro interrogativo, qualcuno giurerebbe che i lavori non siano mai partiti, almeno in alcune scuole. “Vorremmo capire- dicono i genitori- chi sta dietro alla macchina del sindaco. Puntiamo il dito al sindaco, ma è chiaro che non può occuparsi di tutto da sola, quindi ci rivolgiamo anche a coloro che hanno ricevuto mandato di risolvere questa situazione. Ci facessero sapere chi ha sbagliato perchè quantomeno dovrebbe essere richiamato”.

Nel confrontarsi con la prima cittadina si è partiti dalla mensa per arrivare a snocciolare tutti gli altri servizi che, in questo momento, mancano a supporto delle attività scolastiche. “Capisco- ha commentato la Casini- sono un cittadino anche io” ricordando la gara europea per la mensa in uscita a breve (sembra) e tutta la questione dell’edilizia scolastica legata alla messa in sicurezza che ha portato a diversi spostamenti e adeguamenti dei nuovi spazi. Una fase da chiudere, insomma, per tornare a garantire la loro piena efficienza.

Poi ci sono i lavoratori delle mense, quelli fermi, altro particolare di questo rebus di difficile risoluzione, che vedranno i frutti degli ammortizzatori sociali soltanto tra qualche mese, le procedure sono partite, ma la burocrazia, si sa, ha i suoi tempi. Nel fattempo restano senza stipendio, mentre la cassa integrazione scadrà comunque agli inizi di dicembre. Tutto, nei fatti, è alle dirette dipendenze delle tempistiche sui lavori da effettuare nelle scuole rimanenti. “Avevamo ipotizzato la partenza a scaglioni- aggiunge la Casini-, ma purtroppo la normativa non lo consente perchè l’atto autorizzativo deve essere unico”. L’appuntamento, ora, è per il 20 novembre e se non ci saranno risposte concrete genitori e lavoratori sono pronti ad accendere, questa volta si, una vera protesta.

Simona Pace

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