Pacentro ricorda Mario Silvestri, partigiano della Brigata Maiella

Sono passati 74 anni da quel 3 febbraio del 1944, dalla battaglia di Pizzoferrato che domani il Comune di Pacentro ricorderà con l’aiuto dell’associazione nazionale “Brigata Maiella” di Sulmona. Si renderà omaggio ai caduti partigiani di quella battaglia ricordata come una delle prime azioni, “una battaglia sfortunata”, contro le truppe nazi-fasciste che invadevano i piccoli borghi abruzzesi.

“L’umile cerimonia commemorativa- fa sapere l’amministrazione Angelilli- si terrà sabato 3 febbraio alle ore 10.30 presso il Monumento alla Brigata Maiella, sito di fronte l’edificio scolastico intitolato al pacentrano Mario Silvestri, morto eroicamente in quella cruenta battaglia a soli 22 anni”. Mario Silvestri era un maestro (per questo gli è stata intitolata la scuola del paese) e stava facendo lezione quando venne chiamato alle armi l’anno prima dal distretto militare di Sulmona. Dopo l’armistizio dal sud Italia riprese a piedi la via dell’Abruzzo raggiungendo Casoli nel dicembre del 1943 quando Ettore Troilo stava predisponendo il “Corpo dei volontari della Maiella” grazie alla fiducia concessa dal maggiore inglese Lionel Wigram. Una missione alla quale il giovane maestro non poteva rinunciare scegliendo di arruolarsi piuttosto che tornare a casa, nella sua Pacentro dall’altro lato della Maiella. “Preferisco morire che continuare questa vita di avvilimento e di abbrutimento” avrebbe dichiarato il giovane Mario al momento dell’arruolamento quando gli si contestarono le sue deboli condizioni di salute dopo il viaggio intrapreso per tornare a casa (articolo del Corriere Peligno a firma Ezio Pelino). Nella battaglia di Pizzoferrato trovò la morte.

In occasione dellamcerimonia sarà presentato il concorso “Insieme alla Brigata Maiella. Sulla strada della libertà”, giunto alla sua quarta edizione e rivolto alle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado dell’Abruzzo e in generale dei comuni italiani liberati dall’azione della Brigata. Per info http://www.comune.pacentro.gov.it/

2 Commenti su "Pacentro ricorda Mario Silvestri, partigiano della Brigata Maiella"

  1. Pasqualino Tollis | 3 Febbraio 2018 at 11:54 | Rispondi

    .. sono orgoglioso di questo giovane, sono orgoglioso che sia del mio paese, e ancora di più che sia un italiano. posso solo immaginare come gli batteva il cuore quando fece quella scelta , era un ragazzo di ventidue anni e non pensò alla differenza di forza tra lui e il fascismo e il nazismo , eppure non esitò, non ebbe dubbi, la libertà e la dignità fu per lui più importante della propria vita . Inchiniamoci e riscopriamone il valore !!! Grazie Mario Silvestri.!!!

  2. Credo che pochi sappiano che fra quel pugno di eroi caduti nell’inferno della battaglia di Pizzoferrato ci fosse un giovane di Pacentro. E’ un dovere, quindi, ricordarlo, perché torni a vivere almeno nella nostra memoria. E’ stato detto, infatti, che nessuno muore mai del tutto finché c’è qualcuno che lo ricorda. Si chiamava Mario Silvestri. Aveva poco più di vent’anni, era nato il 13 agosto 1922. Gli muore la madre quando ha solo cinque anni, mentre il padre era emigrato in America. Ebbe di che vivere grazie allo zio materno. Dopo le elementari a Pacentro, studiò a Sulmona, quindi ad Aquila e a Pescara, dove conseguì il diploma di maestro. Stava tenendo una supplenza a Pacentro, quando, il 2 febbraio ’43, dovette lasciare l’insegnamento, chiamato alle armi dal Distretto militare di Sulmona. Seguì il corso allievi ufficiali ad Ascoli Piceno.

    Ma prima che questo terminasse, profilandosi lo sbarco degli Alleati in Sicilia, fu inviato nel sud, a Grottaglie, con il grado di caporale maggiore. Lì lo colse l’armistizio. Sbandato come tutti, a piedi e a tappe, prese a risalire la penisola per tornare a casa. Giunse a Casoli proprio quando – era il dicembre del ’43 – l’avv. Ettore Troilo stava costituendo, con la generosa collaborazione del maggiore inglese Lionel Wigram, il “Corpo dei volontari della Maiella”. Mario Silvestri è vicino casa, la linea Gustav è ancora in via di costituzione, gli sarebbe bastato valicare la Maiella per ritrovarsi alla sua Pacentro. Ma, il 9 gennaio di quel gelido terribile inverno del ’44, il caporal maggiore Silvestri si arruola nel primo nucleo del Corpo dei volontari. Matricola 92. Unico “forestiero” fra quei commilitoni, tutti dei paesi del versante sud della Maiella. In lui arde il risorgimentale spirito patriottico, il cui solo richiamo, oggi, nell’odierna Italia del malaffare, dell’arricchimento personale a danno del bene pubblico, rischia di suonare retorico.

    Scrive lo zio materno Pasquale Di Cicco che il dottor Vittorio Travaglini, aiutante Maggiore del Corpo, raccontò che Mario “si era presentato in uno stato irriconoscibile, con la divisa a brandelli, scarpe rotte, viso emaciato e pallido, febbricitante. Nel vederlo in quello stato gli consigliò di riposarsi alquanto, di non avere troppa fretta per arruolarsi, di rimettersi prima in salute, e lo ammonì che si andava incontro alla morte”. “Lo so – rispose il giovane – sono pronto a morire ; preferisco morire che continuare questa vita di avvilimento e di abbrutimento”. Dal Diario storico della Brigata Maiella si apprende che quasi tutti i giorni erano fatti di perlustrazioni, spostamenti, imboscate, scontri, rappresaglie tedesche. Feroce quella del 22-1- 44 a S. Agata di Gessopalena, nella quale furono trucidati 41 civili.

    Lo scontro più sanguinoso fu quello di Pizzoferrato. Il gruppo, composto da patrioti e inglesi, in tutto, afferma il maggiore Denis Forman, una forza di centocinquanta uomini, era comandato da quel maggiore Wigram “che si era adoperato, superando pregiudizi, diffidenze o addirittura ostilità nei confronti degli italiani”. La battaglia fu molto sfortunata. Determinante fu proprio la morte del Maggiore, e il ferimento del suo secondo, il tenente Aixell. I patrioti continuarono a combattere, ma dovettero infine ritirarsi attraverso le balze scoscese verso la riva sinistra del fiume Sangro. Il giovane Mario Silvestri – nel Diario storico della Brigata Maiella viene erroneamente chiamato “Mauro” – vi trovò la morte insieme ad altri otto italiani. Gli inglesi ebbero due caduti, mentre i tedeschi, pur vittoriosi, riportarono le maggiori perdite, 20 uomini. Se sul campo la vittoria venne a mancare, l’obiettivo fu, comunque, raggiunto. I tedeschi, dopo aver ucciso con un colpo di rivoltella alla testa gli italiani rimasti feriti, decisero di lasciare Pizzoferrato trasferendosi con armi e munizioni alla stazione di Palena. Mario e gli altri caduti furono sepolti nel giardino della villa Casati a Pizzoferrato. Solo nel mese di maggio il suo corpo fu traslato al piccolo cimitero del paese . Molto più tardi, il 31 maggio 1948, il corpo di Mario, accompagnato da tutta la popolazione, trovò riposo nel cimitero di Pacentro.Dal 1951, le scuole elementari del paese si onorano del nome dell’eroe, ma quanti, oggi, lo ricordano e ne conoscono la storia?

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