Podio tutto italiano per il Certamen degli stranieri

Il palco è quello delle grandi occasioni, quello del teatro Caniglia: a dimostrare che il Certamen Oviadianum Sulmonense è uno dei fiori all’occhiello della città e non solo della città. La manifestazione di chiusura questa sera, è stata così sì l’occasione di premiare i vincitori, ma anche quella di elevare “la scuola da luogo di formazione ad istituzione culturale vera e propria” per dirla con le parole di Arturo De Vivo, quest’anno alla guida della giuria in sostituzione del professor Silveri. Perché insomma dalla scuola parte questo sforzo organizzativo arrivato alla sua diciannovesima edizione e approdato a qualcosa in più di una semplice gara di latino.
Lo dimostra lo spettacolo che fa da contorno all’evento, con le letture di Lino Guanciale e la musica e i versi in latino declamati da due studenti in perfetta metrica o ancora il gesto di solidarietà degli organizzatori che hanno consegnato nelle mani del sindaco di Amatrice i soldi raccolti in beneficienza proprio durante le lecturae ovidii.
E poi la “lingua morta”, che gode però di ottima salute. Che appassiona e richiama ogni anno a Sulmona decine e decine di concorrenti da tutta Europa: Austria, Bulgaria, Romania, Germania e Montenegro, oltre che dalle quattordici scuole italiane. Quest’anno sono stati 58 in tutto, la maggior parte stranieri, anche se alla fine a salire sul podio, quello più alto, sono stati tre italiani. Martina Lucarelli del liceo classico Mariotti di Perugia (primo premio da mille euro), Francesco De Naro Papa del liceo Umberto I di Torino (secondo posto e 750 euro) e Valentino Gargano del liceo Cicerone-Pollione di Formia (terzo con 500 euro).
“Una versione tratta dai Fasti che non era tanto difficile dal punto di vista sintattico – ha spiegato il presidente De Vivo – quanto nella interpretazione dei termini usati, essendo un passo nel quale Ovidio parla delle costellazioni e di numeri e nel quale quindi le parole assumevano significati diversi da quelli consueti”.
In coda ai primi tre nella graduatoria generale sono stati premiati poi altri tre studenti: Martin Halsamyr del Gymnasium di Graz (quarto posto), Fabio Ciccarelli del classico Torlonia di Avezzano (quinto) e Maria Maci del classico Paschini-Linussio di Tolmezzo. A loro, come ai primi tre, è andata una dotazione libraria e un diploma di merito.
Sono stati poi assegnati i premi speciali in memoria di Giuseppe Di Tommaso e Achille Marcone per la migliore traduzione in lingua straniera: ancora all’austriaco Martin Halsmayr, alla bulgara Mila Marinova, alla tedesca Clara Wolkenhauer, alla montenegrina Irma Jarovic e alla romena Roxana-Mihaele Agape. A loro andranno premi per 200 euro ciascuno.
Infine un riconoscimento e una borsa di studio anche allo studente sulmonese Domenico Paolilli (una cinquecentina offerta dal Rotary e una borsa in memoria dei fratelli Ferrucci) per aver ottenuto la migliore media negli ultimi tre anni. “Nove e mezzo” ha spiegato lo studente sul palco.

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