Riorganizzazione in Comune, ultimo atto

La riorganizzazione della macchina amministrativa è pronta sulla carta. La cosiddetta Macro è stata consegnata dall’assessore Cristian La Civita, che se n’è occupato, ai suoi colleghi della giunta e al sindaco dimissionario. Una “promessa” a cui ha mantenuto fede, ci tiene a sottolineare l’assessore affidando le sue considerazioni ai social e alle quali aggiunge anche quello che appare quasi un monito: “Ora è tempo di riflettere”. Un processo di cambiamento troppo, troppo lungo, che con questo atto finale punta alla divisione delle responsablità all’interno del Comune delineando una sorta di chiarezza sul chi deve fare cosa. Parla di cambiare la struttura La Civita, “un’esigenza che hanno gli stessi dipendenti. Quelli che lavorano, lavorano male – evidenzia – quelli che si nascondono, si oppongono alla riorganizzazione”.

Con la Macro si parte dal quarto settore con l’assunzione di un nuovo dirigente che avrà sotto di sé anche la polizia municipale sollevando, in questo modo, il Comune dalla vertenza con il comandante di polizia Antonio Litigante che, a suon di avvocati, è riuscito ad ottenere (e il Comune sta ancora sanando il dovuto) quel tot in più che gli si doveva come figura dirigenziale nei fatti. Il quarto settore, poi, è quello dove sempre più spesso si vanno a bloccare diverse pratiche. Un punto imprescindibile, insomma. Come anche le relazioni con il pubblico che potranno godere, a piano ultimato, di un apposito ufficio Urp per “ridurre la barriera struttura-cittadino senza che si vadano ad intasare gli uffici dirigenziali lasciandoli lavorare”, uno sportello in cui i cittadini potranno affidare la loro pratica e prelevarla a conclusione della procedura.

La Civita, con delega all’Innovazione tecnologica, inoltre, pensa poi ad un ulteriore salto di qualità nell’immediato futuro

che consiste nel “monitorare l’iter delle pratiche in entrata e in uscita – spiega – anche per valutare la qualità del lavoro”, dove bisogna rafforzare e dove no. La Macro prevede un apposito ufficio per il decoro urbano e per l’edilizia scolastica (anch’esso in forte deficit) con persone deputate ad occuparsi solo di queste tematiche. Il “patrimonio”, inoltre, avrà una attenzione particolare rispetto a quella avuta fino ad ora, dirottato sul terzo settore e con l’occhio all’esternalizzazione di alcuni beni. Non è una sorpresa pensare, ad esempio, ad un palazzetto affidato in gestione “come accade per la piscina comunale che funziona bene o come potrebbe succedere per i parchi giochi” aggiunge La Civita. Ad integrare le risorse umane ci penseranno, quindi, quei pochi bandi ottenuti con le unghia e con i denti (è il caso dei geometri) e, quanto prima, un nuovo dirigente.

Sono questi, in sostanza, i punti salienti di un processo di cambiamento indispensabile a riattivare il Comune di Sulmona, troppo spesso bloccato proprio sulle questioni amministrative che nei fatti si ripercuotono a cascata sulla gestione del bene comune e dei servizi essenziali. Ne è un esempio il caso delle mense scolastiche che, a pochi giorni dalla ripresa dell’anno dopo le festività natalizie, resta ancora un punto interrogativo con buona parte del personale assente. “Ora la politica sta lavorando senza strumenti – confessa l’assessore che sulla Macro aggiunge – è condivisa con tutti, quindi non è concepibile che non venga approvata”.

“Ho lavorato duramente, in silenzio con un solo obiettivo” scriveva La Civita qualche giorno fa per “avviare quel processo di cambiamento della macchina che tutti attendiamo ormai da troppi anni. Sulmona merita il nuovo Comune 2.0 e lo avrà”.

Simona Pace

1 Commento su "Riorganizzazione in Comune, ultimo atto"

  1. Attendiamo ora cosa ne farà la giunta di questo nuovo piano di riordino della pianta organica; se vedrà la luce e se avrà un “rapido seguito applicativo” e con quali risultati per il bene della città.

    Di(o)missioni permettendo.

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