Tribunali, il ministro dà buca alla commissione. E il progetto Capograssi viene “diluito”

Non è andata come doveva andare, anzi non è andata per niente. Con una telefonata fatta ieri dal ministro Alfonso Bonafede al presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, che coordina la commissione regionale sui tribunali, il Guardasigilli ha infatti annullato l’incontro che era stato fissato oggi a Roma per discutere della riorganizzazione della geografia giudiziaria in Abruzzo.
“Non c’è più l’urgenza” ha detto il ministro, preso evidentemente da faccende più importanti. Faccende che probabilmente lo terranno impegnato fino a dopo le elezioni regionali, perché in fondo, il sospetto, è che il ministro abbia voluto evitare che la questione tribunali finisse nel tritacarne della campagna elettorale, tanto più che una giunta di centrosinistra potrebbe in qualche modo intestarsi i meriti e i risultati.

La proroga di un ulteriore anno (fino a settembre 2021) concessa nell’ultima legge di Bilancio, però, non può e non deve far dormire sonni tranquilli, anche perché l’urgenza in realtà c’è e riguarda le piante organiche dei tribunali soppressi (Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto) che soffrono della carenza di personale e fanno difficoltà a coprire udienze e ruoli.
Il tribunale di Sulmona, che lamenta un carenza nelle cancellerie del 37% degli addetti, fa intanto quel che può, tra insormontabili ostacoli e veti politici.
Il progetto Capograssi, ad esempio, che il tribunale peligno si era aggiudicato rispondendo ad un bando pubblico (con una dotazione finanziaria di 400mila euro), è stato ora “diluito” per volere politico: la sperimentazione, insomma, non potrà riguardare solo Sulmona (che resta tuttavia capofila del progetto), ma dovrà coinvolgere anche altri presidi di giustizia: ovvero una parte del tribunale di Pescara e una parte di Chieti e probabilmente anche quello di Avezzano.
Il laboratorio Sulmona, insomma, deve aprire sportelli distaccati, indebolendo chiaramente forze e risorse sul progetto che si prefigge di abbattere tempi e ruoli delle diverse udienze con l’attivazione del cosiddetto processo telematico. Nella sostanza le udienze civili, in particolare, saranno celebrate davanti ad un triplice schermo in contemporanea nel quale avvocati, giudice e cancelliere, redigono il verbale originale che viene così direttamente caricato sul sistema a disposizioni delle parti, senza più la necessità di fare scansione e correzione dei documenti.
L’ingresso nel progetto di altri tribunali rischia di ritardare l’applicazione del progetto, anche se Sulmona comunque partirà (probabilmente a marzo) in attesa che gli altri tribunali facciano quel difficile percorso di condivisione, formazione e convincimento, che è stato fatto nell’ultimo anno a piazza Capograssi.

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