Addio a padrini e madrine: le due figure abolite dal vescovo Fusco

Niente più padrini né madrine per i battezzati e cresimati nei Comuni della diocesi Sulmona-Valva. La decisione è stata presa dal vescovo, Michele Fusco, che ha abolito per sempre le due figure. In realtà i padrini e le madrine avevano già fatto i bagagli dalle chiese del comprensorio tre anni fa, quando era iniziata la sperimentazione voluta da Fusco.

Una scelta che nasce, utilizzando le parole del vescovo, poiché le figure venivano scelte con criteri e finalità diverse (parentela, amicizia, interesse), senza considerare lo specifico ruolo che il padrino o la madrina è chiamato a svolgere ovvero trasmettere la fede che deve vivere in prima persona per poi poterla testimoniare.

“Allo scadere del triennio, quanto stabilito è stato ben recepito ed attuato” ha scritto il presule nel decreto di abolizione, adottato dopo aver sentito il collegio dei consultori e il Consiglio presbiterale. Il decreto ad experimentum, che all’epoca provocò pure una serie di reazioni, si è quindi trasformato in un’abolizione definitiva.

8 Commenti su "Addio a padrini e madrine: le due figure abolite dal vescovo Fusco"

  1. Cacchio però.
    Come facciamo adesso senza i padrini, senza le madrine?
    Questa sì che è una tragedia….. Inutile pensare ad una guerra che ci vede coinvolti nell’invio di armi e munizioni, inutile pensare che la nostra terra sta bruciando proprio lì mentre scrivo…
    La vera tragedia sono i padrini/madrine
    Ahahahah

    • È inutilmente polemico! La non diffusione di questa notizia, avrebbe fermato la guerra? Come parlare tanto per fare vedere che si è culturalmente elevati e dimostrare invece i propri limiti intellettuali.

  2. francesco.valentini1935 | 27 Luglio 2023 at 18:12 | Rispondi

    Da quel che leggo a proposito dell’abolizione delle fugure padrino/madrina penso che il significato del provvedimento non sia stato recepito: e’ finito il tempo delle “grandi manovre” che avevano snaturato la funzione delle due figure:o fingiamo di non capire.

  3. La doppia morale | 27 Luglio 2023 at 18:13 | Rispondi

    La chiesa, al suo interno, ha ben altre problematiche cui far fronte. Crisi delle vocazioni, l’ambiguità dello IOR, preti pedofili… c’è ben altro da riformare! Oltretutto non capisco perché si debba lasciare alla singola diocesi la scelta …

  4. Un vescovo coraggioso nella sua scelta.
    Dopodiché, incassato il colpo, c’è ne faremo una ragione e tireremo comunque avanti.

  5. Accipicchia!!! E mo?

  6. Io invece mi sento tradito nelle mie convinzioni, nelle mie tradizioni e nelle mie regole. Facile attaccare la liturgia, meno facile la sostanza.

  7. Non volevo dimostrarmi culturalmente elevato e probabilmente avrò i miei limiti intellettuali, quello che volevo dire con il mio fare ironico è che la chiesa ha il potere morale, culturale,ma soprattutto economico per fare molto di più, per fare veramente la differenza lì dove alcuni capi di stato non possono arrivare. Quindi quando vedo gli uomini di chiesa impegnati in faccende di importanza pari a zero, mi sale l’ironia……

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