Addio al Mary Anne, il pub della bug generation

L’appuntamento alle otto, panino all’americana, patatine fritte, con tante salse, e bibite. Per gli adolescenti e i ragazzi di fine anni 90, quelli della “bug generation”, andare al pub era stare bene in compagnia, un modo per sentirsi grandi, anche se a pagare erano le 10mila lire (con resto) di mamma e papà. Alla movida si preferiva un hamburger o un hot dog con gli amici, la scusa era un compleanno, una cena tra fidanzatini o una semplice serata tra amici.

Era il 1998 quando i giovani peligni affollavano i tavoli dei pub sulmonesi, alcuni, negli anni, hanno spento le luci delle insegne, altri invece hanno tagliato traguardi importanti, addirittura 20 anni. Così il Mary Anne, il locale di Porta Romana, della signora Anna Maria che annuncia però, proprio in questi giorni assieme ai suoi storici dipendenti, la chiusura del suo locale, che di generazioni ne ha viste crescere davvero tante: amicizie, storie d’amore, feste, un percorso longevo tanto da avere come nuovi clienti i figli di quei ragazzi di 20 anni fa.

Si chiude dunque, con il consueto sorriso però, si ringrazia la clientela, i fedelissimi, i casuali, i vecchi e i nuovi, per questo l’idea di una grande festa che si svolgerà domani sera, con birra e una grande torta per i presenti. Domenica invece sarà l’ultimo giorno di attività.

Annamaria dopo 20 anni girerà a doppia mandata quel portone di via Porta Romana, i ricordi di tante serate fino a notte tarda, ma è tempo di fermarsi e di godere la meritata pensione. I motivi sono strettamente personali, sottolinea la titolare, ma non nasconde il radicale cambiamento di questi ultimi anni, a partire da quello economico, non solo degli esercenti sulmonesi ma delle famiglie, mutano le abitudini, “e la città dal lunedì al venerdì è spesso deserta”. A fare due conti, spiega, le settimane lavorative si traducono, da un po’ di tempo a questa parte, “in venerdì e sabato pieni, gli altri giorni invece tanto vuoto”. Le cose cambiano ma gli impegni e le scadenze da rispettare no, i fornitori da pagare, lo stipendio ai dipendenti, i doveri.

“Dopo anni di ritmi lunghissimi partiti con grande volontà 20 anni fa, è arrivato il tempo di rientrare a casa prima, di rilassarsi, di godermi la pensione. I figli hanno preso altre strade, aggiungo fortunatamente, non c’è una continuità, è un lavoro che dà molto, ma prende anche tanto tempo”.A non aiutare, di certo, una situazione poco fertile per Sulmona, città che sembra quasi spegnersi, basta guardare alle saracinesche abbassate lungo corso Ovidio e non solo, negli ultimi quattro anni sono una quaratina i negozi che hanno chiuso i battenti. Le difficoltà di oggi sono più marcate, e si sa per commercianti non ci sono grandi tutele, “ce la dobbiamo vedere sempre da soli”.

Ultime ore di apertura, di porta che si apre, di ordini, panini, richieste speciali, tanto lavoro ma anche tanta soddisfazione per un sogno realizzato e vissuto. Chiuderemo ringraziando tutti, per i messaggi di stima ricevuti, “un immenso piacere, quasi inaspettato il calore di questi giorni, tantissima solidarietà, consapevolezza di aver lavorato bene”

A chi volesse intraprendere questo percorso e aprire un’attività, Annamaria in un bilancio fatto di lavoro, entrate, uscite e dedizione, si sofferma un secondo e risponde: “farei un grosso augurio a chi vuole iniziare, ma anche un grande consiglio: tanta volontà e coraggio”

Anna Spinosa

1 Commento su "Addio al Mary Anne, il pub della bug generation"

  1. Auguri e buon riposo grande locale seria gestione e grazie di tutto

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