Aumenti per le aziende, così le Camere di Commercio rilanciano il turismo

Il presidente della Camera di Commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, si difende e lo definisce, più che un aumento, una “non diminuzione”. Nei fatti le aziende della regione Abruzzo, a fronte del taglio del 50% dei diritti di iscrizione decisi a livello nazionale, pagheranno quest’anno il 20% in più del dovuto.
La decisione è stata presa dalle quattro Camere di Commercio provinciali per finanziare “Progetto Abruzzo”: 900mila euro in tre anni che “sono destinati, come indicato nella delibera, a finanziare un progetto regionale per il marketing territoriale, che assegna alle Destination Management Company (Dmc), società di servizi turistici, buona parte dei finanziamenti previsti – contesta Paolo Sangermano della Cisl – Dei 300 mila euro, 56mila saranno destinati alla formazione del personale camerale e degli operatori turistici locali, formazione di web master ed elaborazione di itinerari turistici; 35mila andranno alle Dmc e 58mila serviranno ad elaborare strategie per l’intercettazione dei turismi esteri. L’attività di incoming con i giornalisti del settore costerà 47mila euro, mentre la campagna di comunicazione 28mila euro. Un piano che non è stato concordato preventivamente con le associazioni di categoria e con le organizzazioni sindacali. Il provvedimento adottato dalla Camera di Commercio – aggiunge il segretario provinciale del sindacato – è intempestivo e inopportuno. Un progetto che necessita di un approfondimento e di un’attenta verifica, soprattutto in relazione alle finalità e all’utilizzo dei finanziamenti pubblici”.
“Le Camere di Commercio abruzzesi hanno ritenuto che le risorse derivanti dall’aumento del 20% del diritto dovessero essere investite interamente – ribatte Santilli – nell’ottica del superamento della comunicazione mediatica negativa derivante dagli eventi calamitosi del gennaio di quest’anno (sisma ed eventi meteorologici) e della conseguente esigenza di rilancio dell’offerta turistica locale. Trattasi di un progetto organizzato per azioni di intervento che saranno esplicitate, così come da richiesta, attraverso tavoli di partecipazione e condivisione del sistema produttivo regionale e provinciale e troveranno attuazione esclusivamente attraverso bandi pubblici”.
Alla scelta si è opposta in fase di votazione solo Confindustria, mentre la Cisl ora chiede l’immediato ritiro della delibera votata il 28 aprile scorso.

Commenta per primo! "Aumenti per le aziende, così le Camere di Commercio rilanciano il turismo"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*