Bracco alla Regione, su gasdotto “perentoria contrarietà”

Il consigliere Leandro Bracco è chiaro, chiede alla Regione Abruzzo nell’appuntamento in cui si parlerà del gasdotto, nell’incontro di giovedì prossimo 26 ottobre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, di mantenere la schiena dritta, “faccia valere la propria perentoria contrarietà riguardo la realizzazione del gasdotto Sulmona-Foligno”.

Una questione che non ha mai lasciato i pensieri dei cittadini della Valle Peligna e dell’Aquilano, lo scoglio è la progettazione del gasdotto e di una centrale di spinta nella città di Sulmona.  Il consigliere di Sinistra Italina incalza “Mi chiedo come possa essere ancora sul tavolo l’eventualità di stuprare circa 100 chilometri dell’Appennino centrale per inserirvi proprio un gasdotto. Cento chilometri di territorio in cui il rischio sismico è elevatissimo”. Il 3 novembre prossimo, ha ricordato Bracco sarà il 311° anniversario dal terrificante terremoto di Sulmona che nel 1706 devastò il capoluogo peligno e moltissimi Comuni del circondario provocando la morte di oltre mille innocenti. Parliamo di un sisma la cui magnitudo si attestò a quota 6.6, superiore sia a quella che colpì L’Aquila nel 2009 sia a quella che rase al suolo Amatrice l’anno scorso. “Se la nostra nazione avesse un minimo di amor proprio ma se soprattutto l’attuale classe dirigente facesse tesoro di quanto accaduto nei secoli passati sarebbe un’ovvietà quella di mettersi di traverso di fronte alla realizzazione di un’imponente opera infrastrutturale che oltre ad andare a devastare sine die porzioni enormi di territorio metterebbe a repentaglio per generazioni e generazioni a causa dell’altissima sismicità di quelle zone la vita di migliaia di persone”.

Il consigliere regionale ha voluto rimarcare come tra di tutti i Comuni coinvolti nel percorso abruzzese del metanodotto, ben 19 sono inseriti nei vari crateri sismici che si sono costituiti sin dal terremoto di L’Aquila del 2009. “Credo non sia affatto priva di fondamento la tesi secondo cui la Snam abbia voluto imprimere una notevole accelerazione all’iter che attiene al gasdotto Sulmona-Foligno prima che la politica si dedichi anima e corpo all’imminente e ovviamente infuocata campagna elettorale per le elezioni Politiche della prossima primavera. Come dare torto infatti alle presumibili intenzioni della Snam stessa che, molto probabilmente, vuole mettere prima della tempesta del voto quanto più fieno possibile in cascina?” tuona Bracco.

Un’opera mastodontica la cui realizzazione spiega, difficilmente può dirsi compatibile con il contesto ambientale presente in quelle zone sottolineando le battaglie intraprese dalle associazioni e i comitati che sono nati per dire no al gasdotto. “La politica non deve far altro che dar seguito a quelle istanze. Così facendo si farebbero per una volta gli interessi non di pochi ma dell’intera collettività”.

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