Buche sulla Marsicana, il sindaco di Civitella: “Chiuderò la strada”

Ai toni grotteschi ci si sta lentamente arrivando perché in Alto Sangro la questione della pericolosa viabilità delle strade è stata risolta fino ad ora solo con un limite di velocità di 30 chilometri orari, imposto dalla Provincia per pararsi da cause risarcitorie, e poi non è stato fatto più nulla. La viabilità, però, secondo il sindaco di Civitella Alfedena, Giancarlo Massimi, sta sfiorando quella del rischio per la pubblica incolumità.

Accade sulla ex regionale Marsicana tra Pescasseroli ed Alfedena, tra Civitella Alfedena e Barrea lungo la provinciale del Lago e sulla ex regionale di Forca d’Acero, dal bivio di Macchiarvana al Passo.

Una situazione “insostenibile” scrive il sindaco Massimi al prefetto dell’Aquila e per conoscenza al presidente della Provincia: o si procede ad interventi seri per consentire la viabilità oppure la strada chiuderà per mano sua. Il che vorrebbe dire, ad esempio, che molti paesi della zona per raggiungere Pescasseroli dovrebbero fare il giro passando per Sulmona. L’ultimatum Massimi lo lancia ricordando la promessa del presidente Caruso di intervenire prima del passaggio di competenza della strada all’Anas.

“Il sottoscritto – scrive Massimi – interessato al tratto compreso tra il Casone Crugnale, sede della stazione forestale, e il ponte della Camosciara, ha sollevato con propria ordinanza l’esistenza di una situazione che ormai dal tema della viabilità entra direttamente in quello della pubblica incolumità, e della sicurezza degli automobilisti che non può essere risolto con la limitazione della velocità”. Pericolo che aumenta, sottolinea il sindaco, nei periodi di pioggia, con tratti a ridosso del fiume Sangro senza guardrail o con soluzioni tampone tali da non resistere ad eventuali urti.

Massimi chiede, dunque, al prefetto di intervenire altrimenti il tratto diventerà accessibile solo ai mezzi di soccorso e pubblici. Al presidente Caruso, invece, il sindaco chiede il cronoprogramma e le modalità degli interventi previsti fermo restando che “non possono limitarsi al riempimento delle buche con asfalto a freddo che, non appena piove, andrebbe via non risolvendo, se non al momento, la grave situazione”.

Vien da sé che la chiusura di quel tratto si tradurrebbe in una serie di pesanti ripercussioni per gli abitanti della zona costretti, nel caso, ad assurdi giri o a “noleggiare un elicottero” per rimanere nel grottesco.

 

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