Caccia al piromane: comuni in allerta, al via le ronde

Vigilare e presidiare il territorio. E’ questa ora la formula per difedersi dagli attacchi del piromane e in molti comuni si stanno organizzando per farlo, dalla Valle Peligna alla Valle del Sagittario. L’imperativo è controllare, avere sott’occhio la situazione perchè le ipotesi, le credenze che si rincorrono in questi giorni sono tante e variegate e se nessuna sembra poggiare su basi certi, per gli abitanti di questo territorio non resta che correre ai ripari come si può.

Le ronde diventano così un mezzo, una sorta di organizzazione per badare alla propria terra e sottrarla, in qualche modo, alle mani incendiarie del folle/dei folli, che poi folli non sembrano, quanto organizzati criminali incaricati, che stanno devastando il territorio. E’ pur vero che in questo stato di emergenza la fantasia può correre  senza certezza alcuna, fatto sta che tra le ipotesi in difesa del caro Morrone c’è anche quella di interdirne le strade di accesso.

Nel frattempo, aiutati dai gruppi di protezione civile, dalla Riserva Monte Genzana- Alto Gizio e da

quella delle Gole del Sagittario,  i comuni stanno organizzando squadre da impegnare sul controllo del territorio di Pettorano sul Gizio (tel. 0864 487006­ – 340 645 8665 – Protezione Civile tel. 347 650 8417; 333 1480820), Rocca Pia (tel. 0864 203005), Introdacqua (tel. 0864 47116), Bugnara (tel. 329 808 7884 sindaco), Anversa degli Abruzzi e Cocullo (tel. 320 5662061), Scanno (tel. 346 3592582 sindaco) e Villalago (tel. 327 7582018). E’ possibile ufficializzare a propria disponibilità anche compilando il modulo di adesione volontario.

E riparte il vento, come quasi ogni pomeriggio, ad acuire ansia e preoccupazione di chi segue l’evoluzione assurda di questo instancabile incendio.

 

 

 

1 Commento su "Caccia al piromane: comuni in allerta, al via le ronde"

  1. Giustamente il sottosegretario regionale Mazzocca, in una intervista mandata questa mattina da una rete regionale, ha definito costoro non piromani, ma incendiari.”Sono degli incendiari” ha detto, senza mezzi termini. E’ vero gli incendi nei nostri boschi montani, sono opera studiata a tavolino(questi sì che fanno i fatti) di gente senza scrupoli, che persegue un obiettivo. Quale? Solo loro lo sanno e ce lo potrebbero dire se li catturano e speriamo che sia. Comunque a ben vedere di come si sviluppano gli incendi, par di capire che sia più di uno. Ed è gente che conosce molto bene la montagna in tutti i suoi anfratti e sentieri. Oggi,guardavo l’opera incessante di elicotteri e canadair e nel momento che sembrava ce l’avessero fatta,ecco che un incendio rimarchevole si sviluppava subito a valle.Ora va bene che le fiamme si propagano,specie in zone ricche di resina come lo sono le conifere, ma con quella intensità e con poco tempo non è possibile. Come non è possibile che da mezza costa,subito dopo si accenda un fuoco in prossimità della cima. Troppa distanza per il propagarsi di ceneri ardenti trasportate dal vento. E così mentre l’incendiario si cerca a vale,quello è a monte,se si cerca a monte quello è a valle. Spero che prima o poi verrà preso e come contrappasso condannato a spegnere incendi,in mezzo alle fiamme,vita natural durante,senza permessi premio, come si usa fare in questa Italia buonista e misericordiosa. Ed eccone i risultati.

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