Cantieri nelle scuole all’anno zero, la maggioranza fugge al confronto

Alla riunione dei capigruppo di gruppi c’erano quasi solo quelli dell’opposizione: una breve sortita della Salvati e Ramunno in sostituzione di Santilli. Per il resto la maggioranza di palazzo San Francesco ha preferito disertare e lasciare agli assessori Mario Sinibaldi e Paolo Santarelli l’ingrato e soprattutto imbarazzante compito di fare il punto sullo stato dei lavori nelle scuole. O meglio dei non lavori.
Perché ad oggi “in quattordici mesi di governo non si ravvisa nemmeno l’avvio di una gara d’appalto – incalza l’opposizione – né tantomeno una specifica strategia di attenzione per sottrarre il De Nino-Morandi alle lente mascelle dell’inedia amministrativa della Provincia”.
Tutto fermo, insomma, con i soldi in cassa, le gare d’appalto che non si fanno e quelle già fatte (come nel caso della Masciangioli) inspiegabilmente non ancora partite. Nonostante gli annunci, le promesse, gli impegni e le carte fatte. Se tutto va bene per la scuola di via Mazzini se ne parlerà a novembre, ma questo è solo l’ultima di una lunga serie di scadenze per l’inizio lavori che dovevano iniziare già un anno e mezzo fa.
C’è sempre un contrattempo, un inatteso problema, una carta fuori posto, un ritardo nelle nomine: sempre qualcosa che non permette di andare avanti.
La politica, dal canto suo, continua a scaricare la responsabilità sugli uffici e gli uffici sulla carenza di personale. Perché oggi, alla riunione dei capigruppo senza capigruppo di maggioranza, c’era almeno il dirigente del Quarto settore Amedeo D’Eramo che ha alzato le mani: “Abbiamo l80% delle competenze e del carico di lavoro – ha spiegato ai consiglieri comunali – è una carenza di personale cronica a causa della quale non riusciamo a soddisfare le pratiche”.
E poi c’è sempre una nevicata, un incendio, un terremoto, un’emergenza da fronteggiare. Insomma il Comune non ce la fa e non si capisce chi dovrebbe dare risposte.
“Con queste premesse siamo costretti a constatare l’impossibilità di individuare un terreno comune su cui coltivare e risolvere i temi cari alla città – continuano le opposizioni – né sono rassicuranti le dichiarazioni del sindaco Casini sulla annunciata riorganizzazione della macchina amministrativa in quanto se ne parla improficuamente dall’inizio della consiliatura”. A questo si aggiunga che più di un dipendente ha chiesto di andare via, di essere trasferito. Ma questa è un’altra storia. O forse no.

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