Carenza di organico alla Asl1, senza concorsi e assunzioni si passa alla mobilitazione generale

Mobilitazione generale. E’ quanto annuncia la Fp Cisl dell’Aquila se non verranno espletati concorsi e assunzioni in seno alla Asl 1. Il sindacato, infatti, denuncia una sostanziosa carenza di organico, circa 500 unità in meno tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e amministrativi. E sottolinea ancora come non sia stato dato seguito alle procedure per stabilizzare 103 dipendenti (60 infermieri, 14 ostetriche, 14 tecnici di radiologia, 6 fisioterapisti, 6 logopedisti, 2 tecnici della prevenzione, 1 collaboratore amministrativo).

Una situazione “al collasso”, per Gianfranco Giorgi, coordinatore Fp-Cisl della provincia dell’Aquila, “l’attività sanitaria sul territorio, al momento, è garantita solo dall’utilizzo dei personale precario, con contratti a termine. Il che comporta un aggravio di spesa per l’azienda, in quanto parte dei contratti passa attraverso cooperative e agenzie interinali.

Insomma sono venti anni che la Asl va avanti a suon di contratti a scadenza e interinali, senza aver mai avviato concorsi per infermieri o altre figure professionali. Per garantire i livelli assistenziali le procedure, secondo la Fp Cisl, dovrebbero essere avviate a stretto giro. Le 424 unità previste dalla Asl per il 2019 non sono sufficienti. “Si continua a fare un discorso di carattere ragionieristico, non badando alle reali esigenze di una sanità efficiente, attenta e vicina al cittadino – prosegue -. Non c’è più tempo da perdere: è possibile garantire adeguate prestazioni sanitarie con un numero così alto di precari costretti a operare, pur con professionalità acquisite nel tempo, in un clima di continua incertezza? Noi riteniamo di no. Le eccellenze sanitarie del San Salvatore e di altri ospedali del territorio provinciale sono tali solo grazie all’abnegazione dei professionisti e del personale in servizio”.

Il sindacalista guarda alle altre Asl dove i concorsi continuano a tenersi regolarmente. La goccia che sta facendo traboccare il vaso è in procinto di cadere. L’idea è quella di uno stato di agitazione concertato con le altre sigle sindacali.

Al momento sono 3,8mila le unità di ruolo e non all’interno della Asl1: 675 medici a tempo indeterminato, 67 a tempo determinato, 75 dirigenti non medici a tempo indeterminato ( tra cui biologi, psicologi, farmacisti, statisti…), 5 dirigenti amministrativi. Il personale di comparto è di circa 2,4mila a tempo indeterminato e 500 a tempo determinato.

S. P.

 

1 Commento su "Carenza di organico alla Asl1, senza concorsi e assunzioni si passa alla mobilitazione generale"

  1. Modesto medicus | 6 Maggio 2019 at 10:43 am | Rispondi

    “Sostanziosa carenza di organico”, denuncia la FP Cisl(io parlerei di Cisl medici, che è sempre una FP). Strano leggere che alla ALS1, quella “tricefala” L’Aquila-Avezzano-Sulmona, mancano almeno 500 unità, tra medici ,infermieri ed altro.Il che significa, personale ridotto all’osso e super lavoro per quelli che sono operativi. Se a spingere la carretta sono due persone, la carretta cammina “lento pede”, se a spingerla sono in dieci o almeno cinque, la carretta cammina velocemente. Eppure,la stampa ed i media non fanno altro che lanciare grida di allarme che mancano i medici, nel momento in cui non si fanno più concorsi da anni nelle ASL italiane , tanti ospedali o chiudono o vengono riconvertiti; basta guardare Popoli o Sulmona dove si paventa la chiusura del punto nascite. E’ giocoforza la mancanza di medici, se nessuno li richiede da tempo, tanti se ne vanno all’estero. Basta guardare i dati ISTAT, di quanti professionisti abbandonano l’Italia. Eppure la solfa gridate a giorni alterni che mancano i medici, sta facendo breccia sulla riapertura della facoltà medica ad oves et boves, per tornare alla buriana del post 68, che produsse una istituzione di università mediche ovunque,almeno due in ogni regione, ed ad un numero esorbitante di medici , con un rapporto di un medico per 120 abitanti. Roba da terzo mondo. Ora ci sono lobby che spingono per la riapertura, onde ficcarci tutti coloro che non riescono a superare i test. Quelli che una volta i Rivoluzionari 68ini, avevano in uggia, in quanto figli di papà, dicevano. Insomma in Italia, non va mai bene nulla. E che dire del tempo determinato? Fu creato pro tempore, invece è diventato cosa normale,ormai si assume solo a tempo determinato, il che vuol dire che puoi perdere il lavoro dopo la scadenza del tempo a disposizione, aberrazione totale. Negli ospedali si assumono solo specialisti e le scuole di specializzazione hanno posti risicati, magari solo per i più protetti. Chiaro che ci sia carenza di specialisti. Avete visto come funzionavano i concorsi nella sanità umbra? Pensate che altrove sia diverso? Punto di domanda. E che dire del trattamento economico dei medici ospedalieri? Troppo poco per l’iter gravoso degli studi per laurearsi e troppo poco per la responsabilità che ne consegue, soggetta a legge e si legge nelle cronache di quanti medici siano indagati, la maggior parte ingiustamente,però intanto si devono difendere con tanto di spese legali. Un mio collega in Inghilterra riesce a guadagnare,come medico dipendente, anche 300-400 mila sterlina all’anno. Ed allora, conviene fare il medico in Italia, dove gli ospedali chiudono, i concorsi non si fanno e si lavoro con carichi di lavoro eccedenti rispetto alla norma,con il corrispettivo economico da venditori di castagne(se non hai attività privata che esercitano in pochi) e la legge ti osserva e ti insegue per ogni tuo atto? Se uno trapassa è quasi sempre colpa del medico e si accende un processo. Lavoro agognato un tempo, ma ora è a rischio. Allora riapriamo le iscrizioni,anche per i cuochi dell’istituto alberghiero. Italia, una nazione che brancola nel buio,specie ora, con i tanti ragazzotti a giocare a fare i ministri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*