Casa parto e cooperative, esplodono le contraddizioni della maggioranza

Il dato politico dopo il consiglio comunale celebrato ieri non è sfuggito ai più distratti: la maggioranza a palazzo San Francesco non è proprio un granitico monolite. Due, in particolare, sono stati i punti su cui la coalizione che sostiene Annamaria Casini ha mostrato contraddizioni e crepe.
La prima è quella della discussione e approvazione dell’ordine del giorno sulla Casa parto, la seconda la questione incandescente dei lavoratori delle cooperative che ha portato gli stessi ad occupare l’Aula consiliare.

Sulla Casa parto, a cui la maggioranza ha negato già duemila euro per la sua promozione, ieri, il consigliere di Sbic Maurizio Balassone ha presentato un ordine del giorno nel quale chiedeva di promuovere il progetto almeno nei confronti del manager della Asl Rinaldo Tordera, se non proprio si voleva investire l’astronomica somma di duemila euro.
La discussione che si è aperta a seguire ha visto l’ex primario di Ginecologia, oggi assessore, Paolo Santarelli essere contrario (anche se qualche anno fa aveva promosso proprio lui il progetto insieme al suo staff) “perché non risolve il problema del Punto nascita, non implementando significativamente il numero dei parti”. E hai voglia Balassone a spiegare che “non è questa l’intenzione”, che era comunque un’operazione di immagine, perché in Abruzzo sarebbe stata l’unica struttura esistente e che insomma si dava una possibilità in più senza grandi investimenti.

A cercare di smorzare gli entusiasmi di Sbic è arrivato così “il riformista”, quello “che le cose se le studia”. Mica no. Fabio Pingue ha così sciorinato la sua ricerca (non sappiamo se fatta su Google o sul campo) nella quale ha spiegato che gli esperimenti fatti a Firenze, Caserta e Genova non sono stati così entusiasmanti.

Dulcis in fundo è arrivato l’intervento di Luigi Santilli che non era contrario o forse si alla Casa parto, ma gli sembrava non risolutiva e quindi quell’ordine del giorno andava implementato con altre richieste. Un assist che Francesco Perrotta non si è fatto passare sotto il naso: interruzione del consiglio e ordine condiviso. Alla fine hanno votato tutti meno Pingue, aggiungendo all’elenco delle richieste da presentare a Tordera anche il parto in analgesia e quello in acqua. Il primo in verità già si fa, il secondo attende solo l’arrivo della vasca.
E’ sulla vicenda delle cooperative, però, che si è rischiato l’incidente diplomatico; perché il sindaco Annamaria Casini, in evidente difficoltà, se l’è presa in particolare con le amministrazioni comunali precedenti, mentre ai suoi due lati, gli ex e attuali di maggioranza Mauro Tirabassi e Mariella Iommi, cercavano di pensare ad altro.
E meno male che sugli Sprar ha tagliato corto il sindaco, annunciando di non aver fatto alcuna adesione alla richiesta formulata dalla prefettura (come d’altronde quasi tutti i Comuni in Italia), altrimenti si sarebbe aperto un altro confuso fronte di identità messe insieme a forza.

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