Casini:”Riordino sanità occasione”, ma la Regione si affida ai tecnici ministeriali

Il tavolo tecnico per la riorganizzazione della rete ospedaliera della Regione Abruzzo dovrà consegnare un documento di programmazione regionale entro giugno al tavolo di monitoraggio ministeriale. A marzo scorso infatti, sono stati concessi 90 giorni di proroga al neo governatore Marsilio per presentare il riordino della sanità, in virtù della sua elezione avvenuta solo da alcune di settimane. Il riordino della sanità potrebbe apparire come una buona occasione perché se fatta seguendo alcuni principi, potrebbe rappresenterebbe per il territorio peligno e più in generale per gli ospedali minori, l’occasione di vedersi riconosciuti i loro sacrosanti diritti.

Fra gli speranzosi c’è la sindaca di Sulmona Annamaria Casini che la definisce questa: “La prima vera grande occasione, attesa da tempo, per ripensare ad una reale politica sanitaria, che inverta la prospettiva di accentrare la sanità ospedaliera nelle grandi città”. Quello che però dovrebbe allarmare la sindaca e tutti quelli che attendono con ansia questo piano è la richiesta fatta da Regione Abruzzo ai ministeri della Salute e dell’Economia, di essere affiancata nella redazione dai tecnici ministeriali.

Se c’è una cosa che tutti hanno imparato in questi anni di ridimensionamento della sanità, è che per i ministeri contano solo i numeri, proprio quelli che al territorio peligno mancano. La scelta della Regione di farsi affiancare dai tecnici pare l’abdicazione della politica alla burocrazia. Il documento finale che verrà prodotto inoltre, sarà competenza solo dei ministeri in questione e dei sindacati più rappresentativi nel comparto sanità.

Per queste ragioni le speranze di Casini rischiano di scontrarsi contro la dura realtà dei burocrati. Scrive a tal proposito la sindaca: “Per passare dall’intenzione ai fatti occorre tenere a mente che alla base di una corretta programmazione non può prevalere la logica dei numeri legati alla popolazione, più appropriati sono quelli delle caratteristiche territoriali ed orografiche dei  bacini di utenza che riguardano l’intero Centro Abruzzo”. Va ribadito però che in discussione non ci sono i criteri della redistribuzione in funzione del contesto territoriale, anzi questo avrà ancora meno spazio in virtù della scelta di Regione Abruzzo di farsi affiancare dai tecnici. Ad ogni modo Casini ha sollecitato l’assessora alla Sanità a la Asl1 e le due consigliere regionali peligne Antonietta La Porta e Marianna Scoccia per svolgere un incontro sul tema.

“E’ fondamentale – scrive ancora Casini – che il nuovo ospedale, il primo antisismico d’Abruzzo, non resti una scatola vuota,  quale paradossale beffa a danno della nostra comunità, che reclama da anni l’equità nella distribuzione delle risorse, piena efficacia ed efficienza dei servizi.  Ho più volte cercato di stimolare i massimi interlocutori regionali e aziendali alla rimozione delle numerose criticità emerse, assistendo, mio malgrado, ad un trend negativo della qualità dei servizi del nostro nosocomio, in netto peggioramento proprio alla vigilia dell’apertura. Fino a quando non verranno individuate soluzioni organizzative lungimiranti e responsabili che tengano conto finalmente dei reali bisogni delle comunità locali, il governo regionale resterà inesorabilmente nella sfera delle mere intenzioni se non nella bieca propaganda”.

Savino Monterisi

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