“Cattivi maestri”: madre di un’alunna disabile condannata per diffamazione

Scrive una lettera alla scuola per lamentarsi della presunta incapacità della maestra di sostegno della figlia, affetta da una grave patologia neurologica, e in cambio ottiene una denuncia e una condanna, con decreto penale, di 600 euro, ridotti a 400, per diffamazione. E’ quanto accaduto in una scuola di paese della Valle Peligna, dove la madre di una ragazzina nell’agosto scorso, aveva deciso di denunciare alla scuola i tanti problemi che aveva avuto la figlia nel corso dell’anno scolastico passato dovuti, secondo la mamma, “all’incompetenza, arroganza, saccenza, mancanza di cuore e buon senso della maestra di sostegno”. Una cattiva maestra, insomma, che non aveva, secondo la donna, “mai permesso un miglioramento, con ripicche da bambina e non da donna matura”.

L’insegnante, per questo, era stata segnalata all’Ufficio scolastico regionale che aveva chiesto conto alla sua dipendente di quanto era stato denunciato e di presentare a sua discolpa delle memorie scritte.

Per questo aveva dovuto studiare la sua difesa, mettendo nero su bianco i progressi fatti con la ragazzina assegnatale e il raggiungimento degli obiettivi PEI. Passato l’esame disciplinare, così, l’insegnante ha chiesto giustizia, denunciando a sua volta la madre della sua alunna sia perché quanto denunciato alla scuola non era vero, sia perché non lo aveva fatto in via riservata, come richiede la normativa, ma tramite una mail letta da più persone.

La procura ha ritenuto fondate le sue accuse e ha condannato con decreto penale la mamma-censore. La vicenda, però, non è finita con il pagamento della multa, perché la madre dell’alunna ha ora impugnato il decreto penale e la vicenda arriverà davanti ad un giudice del tribunale.

4 Commenti su "“Cattivi maestri”: madre di un’alunna disabile condannata per diffamazione"

  1. Silvio Pelli | 6 Giugno 2024 at 14:46 | Rispondi

    Quindi segnalare un lavoratore ad un organo competente in questo caso l’ ufficio scolastico regionale è diffamazione? Io credevo che la diffamazione fosse parlare a sproposito di altri con terzi. Non sapevo che segnalare qualcosa che a me non sta bene all’ ufficio pubblico di competenza fosse diffamazione…

  2. Concetta Di Prospero | 6 Giugno 2024 at 15:58 | Rispondi

    Quanta superficialità di giudizio… una insegnante specializzata viene insultata per aver svolto il proprio lavoro, segnalata alla DS ed all’USP senza prove di colpevolezza e la gente apre bocca sparando a zero.
    È dolorosissima la condizione di un genitore che si trovi ad affrontare un dramma quotidiano in casa e fuori, ma noi docenti non possiamo essere il capo espiatorio di ogni male del mondo.
    Nello specifico parlo conoscendo sindacalmente la situazione, ignorandone sicuramente qualche risvolto e sfumatura.
    Un docente è un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni…
    Solidarietà alla maestra D.
    A tutti i colleghi di sostegno e curriculari!

    Prof. Concetta Di Prospero
    Cisl Scuola

  3. Se mando una mail alla scuola gli unici a leggerla sono gli amministrativi che vi accedono e vige sempre la riservatezza. Cosa cambia se nell’oggetto avesse
    scritto RISERVATA?

  4. Ha mai sentito parlare delle famigerate chat di scuola?
    Lasciamo perdere………

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