Cento allievi fuggiti, per Pratola una ferita che non si rimargina

Una ferita che non si rimargina ancora, quei cento allievi fuggiti via a causa dei turni pomeridiani di inizio anno. Una ferita che oggi il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Tedeschi di Pratola Peligna, Raffaele Santini, non ha mancato di riaprire. L’occasione è stata l’ultima esibizione dei ragazzi delle primarie in piazza Nasserya, il saggio di fine anno del progetto “Scuola in movimento” al quale l’istituto aderisce da anni “Perché siamo una scuola competitiva- ha spiegato il dirigente- e non è possibile che una cittadina di 9mila abitanti rischi di perdere l’autonomia scolastica a causa di questi trasferimenti”. Ed ecco l’appello alla futura amministrazione comunale affinché lavori bene per il nuovo plesso scolastico, un attrattore capace di far tornare i ragazzi pratolani nelle proprie aule o, quantomeno, non farne scappare più nessuno. “La scuola deve essere alla base di ogni programma” ha aggiunto.

Chi non dimentica i primi duri mesi dell’anno appena trascorso, un anno iniziato in ritardo e sovvertito completamente con gli allievi delle elementari che si sono ritrovati a frequentare le lezioni di pomeriggio presso l’Iti Leonardo da Vinci, unica struttura realmente sicura. Le altre scuole, infatti, non offrivano la sicurezza necessaria a far dormire sonni tranquilli, tant’è che il sindaco De Crescentiis è approdato all’estremo rimedio, in un primo momento  l’unico. Poi la soluzione di ridurre i carichi negli edifici di piazza Indipendenza e delle medie, mentre Valle Madonna è stata trasferita nel centro di formazione della Provincia. Un modo per tornare tra i banchi di scuola al mattino. A Natale tutto era tornato alla normalità.

E così che tra balli e colori le due scuole primarie pratolane, Valle Madonna e Piazza Indipendenza, si sono

ritrovate unite per mostrare che nonostante tutto, nonostante l’anno difficile, lo hanno ricordato anche insegnanti e rappresentanti del corpo studentesco, il periodo scolastico è passato senza aver inficiato il programma. Anzi, arricchendolo con diversi progetti e manifestazioni, come ogni anno. Un esempio è stato anche “Sport in classe” per il quale le due scuole si sono ritrovate, sempre insieme, solo qualche giorno fa al Campus di Pratola per esibirsi in una pratica yoga un po’ sopra le righe, narrata, a tratti danzata, ma che dimostra come all’interno delle classi, tra quei corridoi da qualcuno sostituiti con quelli di altre scuole, l’anno scolastico sia trascorso senza provocare carenze di alcun tipo.

Oggi erano in tanti, ma non erano tutti. Tra balli e colori si è danzato verso un obiettivo soltanto: “Una grande scuola per Pratola”, l’auspicio di Santini.

Simona Pace

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