Cinque lupacchiotti trovati morti nel Pnalm, la Lav mette a disposizione 10mila euro per accelerare le indagini

Avevano iniziato a camminare da pochissimi giorni i cinque cuccioli di lupo (tre maschi e due femmine), un’intera cucciolata,  trovati morti due giorni fa nel territorio di Opi, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo. A rinvenire le carcasse sono stati i guardiaparco Lorenzo Roselli e Armando Frascone, durante lo svolgimento del servizio di sorveglianza nel territorio.
Nulla è risultato dai primi accertamenti effettuati dal veterinario del Parco, Leonardo Gentile, che ne ha accertato la morte dalle 10 alle 15 ore prima del ritrovamento. “Ieri abbiamo effettuato le necroscopie- spiega il presidente del Pnalm, Antonio Carrara- speriamo di escludere l’intervento umano e l’ipotesi di avvelenamento. Per ora non abbiamo trovato niente” ha aggiunto. I tempi per capire cosa sia successo ai cinque lupacchiotti, però, sono lunghi.

La rapidità delle indagine è, invece, ciò che chiede la Lav la quale ha messo a disposizione 10mila euro di ricompensa per coloro che riusciranno a fornire informazioni utili. “Se le analisi di laboratorio dovessero confermare una responsabilità umana nella morte dei cinque cuccioli di lupo, si tratterebbe di un atto vigliacco, di una violenza inaudita, compiuto nei confronti di esseri viventi che solo da pochi giorni avevano aperto gli occhi alla nuova vita. Un atto indegno di una società civile che ricorda a tutti noi quanto ignobile possa essere l’animo umano- commenta Massimo Vitturi, responsabile Lav Area Animali selvatici-. Si tratterebbe di un’uccisione che non avrebbe neppure il pretesto del conflitto tra le attività umane e la presenza del lupo”.

Dopo questo tragico episodio, inoltre, gli animalisti tornano a battere il ferro sul Piano Lupi del Governo: “La Lav chiede, ancora una volta, l’approvazione in tempi strettissimi, con l’esclusione del capitolo che ne prevede l’uccisione, caldeggiato dal ministro Galletti con lo scopo di stemperare i conflitti sul territorio. Il ritrovamento dei cinque cuccioli di lupo morti in una zona dove gli allevatori sono da sempre abituati a convivere con la presenza dei lupi e dove, quindi, non sono mai state registrate criticità di particolare rilievo, conferma che è necessaria l’approvazione del Piano, che prevede importanti provvedimenti di contrasto del bracconaggio, vera piaga nazionale che però il ministro Galletti non pare affatto interessato a contrastare efficacemente” conclude Vitturi.

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