Dai rifiuti autoctoni alla monnezza d’importazione, Sulmona presa d’assalto

Boccette di metadone, tante, e tutto intorno pattume. Buste, carte, vetro, rifiuti abbandonati nell’area di Torrone, un tentativo maldestro di occultarli ai bordi della carreggiata tra alberi, erba e fossati, peccato che poi tutto torni a galla e in una camminata spensierata, all’aria fresca lo sguardo cada su bottiglie di plastica, in grande quantità, all’appello non manca nulla, dall’acqua, all’aranciata, cola, sugo, succhi e ancora scatoloni, bustoni e oggetti vari.

Il trend ormai quello dei furbetti, il conferimento in luoghi più periferici: si deposita lontano da occhi indiscreti, perchè in fondo chissà nessuno ci farà caso.

Niente, ai cittadini, quella sveglia della differenziata e il richiamo al senso di civiltà sembra non aver sortito effetto, la barbarie dell’abbandono dell’immondizia resta ancora un’abitudine. In questi giorni l’operazione “Sulmona Pulita” ha portato a scoprire diverse situazioni di rifiuti lasciati nelle campagne, così pure i cittadini attenti, che a più parti,  immortalano buste contenenti rifiuti di ogni genere e nelle ronde del conferimento selvaggio si è incappato purtroppo anche in ampolle di metadone e siringhe. Un’inciviltà sfacciata quella che solo due giorni fa si manifestava nel parco Daolio, con cassonetti rovesciati lungo i gradoni, beni della comunità danneggiati, divelti, così come il cancello e sporcizia ovunque.

Nel frattempo arriva l’accordo interregionale sui rifiuti romani. Lo fa sapere il Cogesa, rata fiat, fra le Regioni Abruzzo e Lazio, saranno circa 5mila le tonnellate che saranno trattate dall’impianto del Cogesa Spa in tre mesi, da marzo a maggio, parliamo di una settantina di tonnellate al giorno. Il pattume specificano dalla società, sarà solo trattato e non smaltito nella discarica di Noce Mattei, riservata ai soli Comuni soci.

“Il nostro regolamento impone che i rifiuti vengano smaltiti altrovevoglio dunque tranquillizzare chi temeva il contrario” sottolinea Margiotta.
Potranno essere solo 9mila le tonnellate che in un anno saranno trattate nell’impianto di Cogesa SpA, a fronte delle 39mila totali autorizzate dalla Regione Abruzzo in 90 giorni. Dopo la delibera di giunta regionale dell’11 gennaio scorso arriva dunque la sigla definitiva dell’accordo, si parte così con la gestione dei rifiuti indifferenziati prodotti nel territorio di Roma Capitale.

Insomma fra le tante cose che mancano in valle, tra quella autoctona e quella importata, di certo c’è che di munnezza non resteremo sprovvisti.

Anna Spinosa

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