Diede della zoccola alla collega consigliera, avviso di garanzia per Di Masci e Leonarduzzi

Un avviso di garanzia è stato notificato questa mattina al consigliere comunale Bruno Di Masci e all’ex dirigente del Pd cittadino (per un brevissimo periodo) Luisa Leonarduzzi. L’ipotesi di reato contestata è quella di diffamazione, con l’aggravante per la Leonarduzzi di aver utilizzato un mezzo di pubblicità ovvero l’applicazione whatsapp attraverso la quale venne diffuso il video delle telefonata nella quale Di Masci dava della “zoccola” alla collega di consiglio Roberta Salvati.

Una vicenda finita agli onori della cronaca anche e soprattutto per volontà della stessa Salvati che nel corso di un infuocato consiglio comunale nel settembre dello scorso anno denunciò pubblicamente la cosa, cercando, senza riuscirci perché cacciata dall’Aula dal presidente del consiglio, di proiettare il filmato pubblicamente.

A seguito di quello show Di Masci presentò una controquerela, ipotizzando anche un abuso d’ufficio per il tentativo di utilizzare cioè l’attrezzatura comunale per mostrare un video che non era stato autorizzato dalla presidenza.

“La mia conversazione venne ripresa a mia insaputa (dalla Leonarduzzi, ndr) mentre ero in un negozio privato al telefono con Luigi Santilli – spiega Di Masci con l’avviso di garanzia appena ricevuto – stavamo commentando il viaggio fatto dalla sindaca dimissionaria Casini con la consigliera Salvati in Repubblica Ceca. Certo le ho dato della zoccola, ma era ovviamente un termine che, per quanto forte, aveva un valore politico e non certo personale. La Salvati aveva due scelte da fare a quel punto o chiedere le mie scuse, che le avrei dato senza problemi perché ammetto che non è stata una cosa elegante, o rivolgersi alla procura. Invece decise per lo show in Aula consiliare e vedremo ora come andrà a finire”.

Gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere ascoltati per convincere il pubblico ministero ad evitare la richiesta di rinvio a giudizio.

7 Commenti su "Diede della zoccola alla collega consigliera, avviso di garanzia per Di Masci e Leonarduzzi"

  1. Non capisco, ora diventa reato anche ciò che si dice in una conversazione privata? e ripeto, PRIVATA! ci rendiamo conto dell’assurdo?

    • Va bene privata.. ma da una collega comunale non é ammissibile una cosa del genere… é una vergogna.. ma che comportamento é??

      • se fosse stato detto in pubblico ok, ma in una conversazione privata io sono libero di pensare e dire ciò che voglio. Fatto gravissimo è se qualcuno mi riprende a mia insaputa!

      • Intanto la conversazione essendo stata divulgata su rete, nonchè alla presenza di 9 persone all’interno di un esercizio pubblico commerciale non era poi più così privata. E poi, sempre per rispondere ai commenti, è corretto che un consigliere anche attempato, dia della “zoccola” ad una collega? Come donna mi sento molto offesa, nonchè incazzata di fronte a questi comportamenti maschilisti, cattivi e volgari. Che bassezza!!!!! VERGOGNA.

  2. non mi piace il fatto che i politici arroganti aggrediscono le persone con offese verbali e nessuno li può picchiare perché ovviamente c’è il diritto che li tutela, ma una parolaccia offende come uno schiaffo. Quindi se una persona offende si deve aspettare anche la reazione della persona offesa che, non potendo esser fisica, è necessariamente giuridica. quindi ha fatto bene la Salvati. spero in una condanna per chi ha offeso.

  3. e poi perchè zoccola? non capisco il motivo.

  4. È la Leonarduzzi? Bella figura,ma che donna è? Si sarà fatta anche 4 risate…vergogna!!!!

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