Frane e burocrazia, Pacentro resta isolata. Lo sfogo del sindaco

Alla cerimonia di consegna di una copia della Costituzione agli undici diciottenni di Pacentro, questa mattina, il sindaco Guido Angelilli cerca di spiegare l’importanza di quella Carta, dei valori che esprime, primo fra tutti il fatto che essa sancisca l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
Non è facile farlo capire quando le istituzioni sembrano lontane, assenti. Da anni Pacentro, infatti, attende di tornare ad essere un paese normale, al quale si accede e si transita come in tutti gli altri. Qui dove il dissesto idrogeologico ha una dopo l’altra messo fuori uso tutte le vie di comunicazione o quasi.
La frana sulla statale 13 che ha cancellato il collegamento della strada vecchia, quella che sboccava sulle Marane di Sulmona; e poi i ripetuti dissesti e distaccamenti sulla provinciale 487 che, a distanza di quattro anni e nonostante i soldi in cassa per un intervento risolutore, continuano ad isolare il paese alla sua montagna madre: chiuso il passaggio per le distese di Passo San Leonardo, i collegamenti con Sant’Eufemia e Caramanico, con l’altra sponda della Majella.
Hai voglia a fare Open Day, insomma, quando restano chiusi i circuiti del turismo e quindi dell’economia.
Una storia di ordinaria follia burocratica quella della 487, segnata da colpi di coda, ripicche, lassismo.
Due i fronti, in particolare: uno è quello che si è aperto, anzi chiuso, l’11 marzo scorso quando a seguito di una segnalazione il sindaco ha deciso di intervenire direttamente ordinando, in somma urgenza, la rimozione di un fronte di roccia di una decina di metri che si era distaccato dalla montagna nei pressi del castello.
Una spesa di 40mila euro compresa consulenza di geologo e ingegnere, che a qualcuno non è andata giù: l’operazione del sindaco di somma urgenza è stata denunciata (alla Provincia e alla Forestale-Carabinieri) come abuso, sperpero di denaro pubblico e danneggiamento. Durante le operazioni di messa in sicurezza, infatti, sono stati divelti circa 80 metri guardrail che, secondo la Provincia, non consentono la riapertura della strada. “La aprirò la prossima settimana, abbiamo sistemato delle barriere per garantire la sicurezza – spiega Angelilli – ho avvertito la Provincia che mi ha risposto che la richiuderà se non ci sono le condizioni di sicurezza. E’ un tira e molla che non possaimo permetterci: da quasi tre mesi una parte del paese è praticamente isolato”.

Ma è sull’altro fronte, quello di Fonte Romana, che collega direttamente con Passo San Leonardo, che la situazione è diventata paradossale e insostenibile. Con la Provincia, proprietaria della strada, si è ormai ai ferri corti: “Una burocrazia che ingessa e che non dà risposte – spiega il primo cittadino – io quello che dovevo fare, trovare i soldi innanzitutto, l’ho fatto; ma da quattro anni non riusciamo a riaprire questa starada importantissima per Pacentro e per tutto il turismo abruzzese”.

Angelilli spiega che i soldi, 620mila euro “da me trovati subito dopo l’insediamento”, dopo innumerevoli rimbalzi di competenze e gestione, sono finiti nelle casse della Provincia a novembre scorso. Da allora non si è riuscito neanche a fare la gara d’appalto: “Avevano promesso che sarebbe stata fatta entro maggio – continua il sindaco – e invece ancora nessuna notizia. Io sono furioso e stanco, non riesco a passeggiare in paese perché i miei cittadini vogliono risposte che io non so dargli”.

E qualche domanda la pongono anche i tanti turisti che a Pacentro restano “incastrati” o che a Pacentro non riescono proprio ad arrivare per mancanza di collegamenti. Nel giorno della Repubblica, anno Domini 2017.

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