Il compito copiato


A guardarla da fuori, da cittadino e utente, alla fine è un bene che l’edificio di via Mazzini di proprietà della Sant’Antonio verrà occupato dalle scuole medie Capograssi, anziché dall’Itcg De Nino-Morandi. Perché per quanto possa dispiacere subire un altro anno, almeno, di esilio di una scuola superiore da Sulmona, dopo i quasi cinque anni già trascorsi a Pratola, il male minore è senza dubbio quello di assicurare un tetto sicuro agli studenti più piccoli. Perché loro certo non possono trasferirsi a Pratola o peggio in un capannone del nucleo industriale come pure il Cogesa aveva proposto e perché in fondo la soluzione trovata assicura anche una certa continuità di quartiere alle famiglie che hanno iscritto i propri figli in via Dalmazia. In tutta la vicenda dell’affitto dei locali della Sant’Antonio, però, quello che stupisce è il livello di confronto, o meglio di scontro, che si è scatenato tra due istituzioni come il Comune e la Provincia, in una imbarazzante corsa alla sottoscrizione del contratto che neanche i bambini, quelli dell’asilo, avrebbero ingaggiato per chi doveva mettersi prima sull’altalena. Gli attacchi duri non sono mancati, anche di ordine personale ed è preoccupante come alla ricerca della soluzione migliore e del bene comune (o del male minore), sia stata preferita la rissa verbale che, a quanto pare, sfocerà anche in una lite in carta da bollo. In punta di principio, più che di diritto, la ragione è della Provincia, perché il Comune, dal canto suo, prima che si cercasse una soluzione alternativa per l’Itcg, non si era mai neanche posto l’interrogativo di poter reperire da privati locali idonei in città, ricorrendo tra l’altro alla soluzione dei Musp (per le Masciangioli) che è stata più costosa e certo meno confortevole della sede di via Mazzini. A palazzo San Francesco, insomma, mancano proprio le idee (e questa, a differenza dei bandi, è responsabilità solo della politica) e così si decide di copiare il compito in classe. Alla fine la promozione la giunta Casini l’ha comunque ottenuta, dando però un esempio di furbizia che non è proprio da considerare edificante. Trattandosi di scuola poi, sarà meglio non spiegare nelle ore di educazione civica agli studenti delle Capograssi come si è arrivati a dare loro un tetto e come funzionano i rapporti tra le istituzioni.

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