Il racconto de Le Uve dei Peligni, tutto pronto per la manifestazione pratolana

Si fanno “ambasciatori del prodotto peligno” e tra una degustazione e l’altra vien fuori quello che Le Uve dei Peligni rappresenta, ossia la presentazione al grande pubblico dei prodotti locali perchè la manifestazione parte dal vino e si declina in diverse sfaccettature che raccolgono anche quella parte gastronomica  a chilometro zero esclusiva della Valle Peligna, uno street food “local” è stato definito. Le Uve dei Peligni di Pratola Peligna è stata inaugurata così alla presenza di un nuovo e giovanissimo direttivo, presieduto da Andrea Donadei, parlando di “nuove sfide” così come in un certo senso si presenta. La novità principale dell’evento, che ha richiamato in media oltre mille persone negli scorsi anni, è che si riduce nelle giornate (da tre a due), ma non nei contenuti. Il buon vino, il buon cibo la fanno da padroni accompagnati lungo il percorso, attraverso le storiche cantine pratolane, dalla musica che spazia su più generi e dall’arte in generale. E da festeggiare, quest’anno, c’è anche il Montepulciano d’Abruzzo (quale occasione migliore) che compie i suoi primi 50 anni.

A fare gli onori di casa c’era il noto enologo Vittorio Festa, conosciuto per le collaborazioni con le maggiori cantine abruzzesi e non solo, con il quale è stato avviato un rapporto che tenta di vivere il calice attraverso le storie di chi produce il vino avvicinando anche i “profani” a quello che, addentrandosi, è un mondo affascinante ma complesso. Diverse e notevoli le variabili per arrivare alla tavola con un buon prodotto. La “masterclass” di presentazione dell’evento, che si è svolta oggi, ha avuto un po’ questo obiettivo: far conoscere le cantine che durante la due giorni saranno presenti lungo l’itinerario. Un occhio di riguardo c’è per le vecchia annate, spesso bistrattate a favore delle nuove.

Le Uve dei Peligni, in questo contesto, si fa espressione di un sistema di promozione del territorio per di più parte delle aree interne, un particolare che ritorna, ma che non deve preoccupare perchè anche qui qualcosa può cambiare. Come è cambiata, d’altronde, con i capricci del clima che sempre più inducono i coltivatori a spostarsi dalla costa nell’entroterra perchè, a volerla dire tutta, il “vino è vivo” e risente di parecchie influenze. La manifestazione diventa, grazie a questa interpretazione, il viaggio attraverso i racconti di un passato peligno imponente nel settore, un passato che prepotentemente si sta cercando di richiamare e conciliare con le esigenze attuali. Dalla Passerina come bianco passando per esperimenti di Cerasuolo e poi via verso il Montepulciano da quel tono importante per concludere con le nuove bollicine abruzzesi, allora in questo senso Le Uve dei Peligni rappresenta una vetrina per il territorio fisicamente in mostra il 10 e 11 agosto nella parte vecchia di Pratola Peligna. Una manifestazione curata dall’associazione Idea Progetto con il supporto del Comune di Pratola Peligna, sponsorizzata da Fondazione Carispaq e Banca di credito Cooperativo di Pratola Peligna, con al collaborazione di Metamorphosis Beyond the Space.

“Il vino come percorso turistico per raccontare la storia di questa vallata” riassume la produttrice di Vittorito Alice Pietrantonj.

Simona Pace

 

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