Il sospiro del pavone

Il racconto, secondo il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, sarebbe stato “travisato”. Da noi, si presume, che abbiamo dato la notizia e che stavamo proprio là. Che lui l’altro giorno, dice, non ha “né sbuffato, né sbottato” declinando l’invito a fare i saluti istituzionali al Premio Croce davanti ad una platea di quattrocento persone a Popoli Terme. “Nel corso dell’appuntamento dei giorni scorsi, dopo aver ascoltato alcuni dei saluti istituzionali in scaletta, ho semplicemente avuto l’urgenza di andare via e tornare in ufficio per appuntamenti inderogabili – scrive Sospiri in risposta al nostro articolo -. D’altro canto non esistono solo ‘pavoni’, ma talvolta è anche possibile e consentito partecipare a una iniziativa ascoltando altri interventi e senza dover necessariamente prendere parola dinanzi a un microfono”.

Peccato, però, che il suo intervento, come conferma l’organizzazione, era stato richiesto in apertura dell’evento e concesso di tenerlo dopo quindici minuti, ovvero dopo il contributo video di Dacia Maraini e i saluti dei due sindaci di Popoli Terme e Pescasseroli. Così è stato, o meglio così doveva essere: perché tutto è cambiato quando un “fuori onda” del preside Di Girolamo, che ha chiesto come si chiamasse quel Lorenzo, ha improvvisamente fatto precipitare il tempo a disposizione del presidente del consiglio regionale. Doveva andar via, insomma, proprio dopo quel “Lorenzo chi?”, lui che “pavone non è”, che ai microfoni del convegno no, ma a quello delle televisioni che aspettavano alla porta, perché no.

“Al Premio Croce non è accaduto nulla, men che meno presunte ‘gaffe istituzionali’ – aggiunge Sospiri -. Piuttosto pare evidente che, visto il periodo, personalmente nel corso di una giornata ho mille impegni che necessariamente devo riuscire a conciliare. Ho partecipato al Premio Croce, ho ascoltato una prima batteria di interventi, e sono tornato in ufficio. Questa la fredda cronaca”.

La sua agenda insomma era piena e, a quanto pare, anche mal organizzata, visto che un quarto d’ora prima aveva chiesto di intervenire e dopo appena quindici minuti si è ricordato che aveva “appuntamenti inderogabili”.

Un cambio programma che ha lasciato a dir poco perplessi gli organizzatori come si evince dal video di seguito e dai racconti degli stessi organizzatori dell’evento.

Per amor di Croce e della verità, sarebbe stato più onesto ammettere di aver perso le staffe per la “lesa maestà” o “lesa vanità”. Che in fondo è un peccato veniale. Un errore e “l’errore non è mai ‘puro’, che, se tale potesse essere, sarebbe verità” per dirlo con le parole di Croce.

3 Commenti su "Il sospiro del pavone"

  1. E son due articoli per Sospiri Lorenzo… e vai con la grancassa mediatica di parte, forse qualcuno ancora non smaltisce la “ botta “ elettorale… gli bruciano ancora le gran code di paglia.
    Il preside invece con quel “ invito il Presidente del Consiglio Regionale: Lorenzo… ehm… ehm … ehm “ ha dimostrato di non essersi preparato in modo adeguato e quindi considerato che non possono fargli ripetere l’anno, come si farebbe con qualsiasi studente, almeno un po’ di ripetizioni… che diamine.
    O forse la colpa è di chi ha scritto il foglietto della “ scaletta”, omettendo il cognome del Presidente?
    Allora la cosa si fa seria. Molto seria, in quanto si dovrebbe rimandare l’intera “ classe “ .
    È questo il punto della vicenda… l’ IMPREPARAZIONE.
    Ma tornando a “ Bomba “… a proposito di “ Pavoni “ … quelli di colore pseudo ROSSO che si aggirano nella Valle dei Peligni non li vediamo?

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