Le offese alla Salvati diventano un caso politico

Meglio tardi che mai arrivano, a distanza di un giorno, le “massime” espressioni di solidarietà alla consigliera di maggioranza Roberta Salvati definita “zoccola” dal collega di opposizione Bruno Di Masci e che ieri, proprio non ce l’ha fatta, gli ha sputato addosso tutta la sua rabbia durante l’assise pubblica tanto da valerle addirittura l’allontanamento da parte delle forze dell’ordine. Offesa documentata in un video che qualche rimbalzo, a questo punto, pare proprio averlo fatto, fino ad arrivare alla diretta interessata. E se in aula nessuno ha mosso un dito o detto una parola, neanche le donne, all’indomani dello show il caso diventa politico.

“Un insulto pesantissimo e greve” per la sindaca Annamaria Casini che nell’esprimere tutta la sua solidarietà, per una donna del Consiglio duramente attaccata nel privato, aggiunge: “Va condannata con forza ogni forma di violenza perpetrata verso le donne, retaggio di un maschilismo intollerabile.  Rivolgersi ad una donna con offese sessiste di tale gravità è di per sé una cosa vile e degna di biasimo, ma se questo proviene da un Consigliere Comunale  nei confronti di una collega  è doppiamente deplorevole, perché oltre tutto va a svilire l’istituzione che rappresenta”. Le è vicina, insomma, la sindaca “perché io stessa, non più tardi di poche settimane fa, sono stata oggetto di un’offesa pubblica analoga,  sulla quale le forze dell’ordine stanno ancora indagando”. Ruoli istituzionali da onorare per dare  “un esempio in ogni circostanza- conclude Casini- e non certo farsi artefice di uno svilimento del confronto e della dialettica in turpiloquio e offese, così pesanti che tradiscono una inaccettabile misoginia”.

“Un vergognoso insulto- per la presidente del Consiglio Katia di Marzio e il consigliere Fabio Pingue-. Utilizzare termini  dispregiativi nei confronti di

chiunque è ancora di più verso una donna è un atto da condannare, a maggior ragione se queste brutte parole, che hanno un peso e possono ferire, vengono pronunciate da politici- fanno sapere i due-; ci si può scontrare, lottare per le proprie idee, portare avanti con passione le proprie convinzioni ma lo si deve fare nel rispetto del ruolo che si ricopre e delle persone che abbiamo l’onore di rappresentare. Se non saremo capaci di fare questo abbiamo fallito il nostro compito di uomini e donne prima che di politici.”

L’impresa, d’altronde, è ardua in una amara vicenda dove l’antagonista Di Masci dice solo di aver ripetuto al telefono le parole di un altro consigliere, tra l’altro di maggioranza. Chi sarà mai resta, al momento, ancora un mistero. La cosa certa è che Sulmona, ahinoi, continua a dimostrarsi un teatrino, un siparietto dove di tutto si parla e si sparla tranne che della politica nella sua accezione più nobile. Il risultato è sotto gli occhi della Città.

Simona Pace

1 Commento su "Le offese alla Salvati diventano un caso politico"

  1. Antonio Rossini | 27 Novembre 2019 at 22:47 | Rispondi

    Ancora Di Masci? Un tipo così dovrebbe essere tenuto lontano da tutti.
    Che c’entra lui con un partito come il Pd?
    E’ arrivato ad usare parole vergognose contro una donna.
    Di Masci, vergognati!!!!

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