L’equilibrio sopra la follia

I peggioramenti sono già visibili, la mancanza di un punto di riferimento, l’impossibilità di parlare e incontrarsi, di condividere anche solo un’attività, che sia il disegno o la cucina, sta creando una regressione repentina in molti dei pazienti del Centro di salute mentale e del Centro diurno in particolare, strutture e servizi chiusi il 13 novembre scorso da un’ordinanza del sindaco.
“In quindici giorni mio figlio è regredito di almeno un anno – dice la signora – ora ha ricominciato con le paranoie, si è rimesso a telefonare a tutti i centri abruzzesi chiedendo di essere accolto, ha paura, si sente abbandonato e gli manca quel Centro dove era stato così difficile convincerlo ad andare”.

Di carte e lotte intestine, di ricorsi al Tar e ordinanze, delle polemiche, i genitori di questo esercito di mille disperati non sa che farsene: “Che gli pigli n’accidente a tutti quanti – si sfoga la mamma – non si rendono conto di quanto questa situazione pesi sulle famiglie e soprattutto sui pazienti, che sono pazienti che hanno bisogno di cure regolari, metodo e disciplina. Basta anche solo un farmaco preso in ritardo, un pasto sbagliato, condito con spezie, per far perdere l’equilibrio”.

“E invece ci troviamo da oltre due settimane a rincorrere le emergenze – aggiunge Dante Del Giovane responsabile dell’associazione Percorsi che riunisce le famiglie dei malati di mente – il servizio diurno non esiste più e quello di salute mentale è solo territoriale, che poi ci sono solo tre auto per raggiungere i pazienti quando si riesce a trovarli. Si è riavviato l’effetto della porta girevole: pazienti costretti a ricoverarsi al servizio psichiatrico diagnosi e cura all’Aquila, dove restano qualche giorno per poi essere rispediti su strada senza più assistenza. Così non si può andare avanti, chi di dovere trovi subito una soluzione”.
Anche perché tra meno di una settimana il Csm e il Centro diurno, stando alle direttive aziendali, dovrebbero sloggiare anche dal reparto di Medicina nucleare. O il contrario. E sarebbe ugualmente grave.
“Devono chiedere scusa innanzitutto – continua Del Giovane – a partire da Tordera e dal suo staff tecnico: non sapevano che in via Mazzini le carte non erano apposto? Hanno avuto quattro anni di tempo per trovare una soluzione ed ora si sono fatti trovare fuori norma”.

Il prossimo 5 dicembre è la giornata nazionale delle malattie mentali, il Centro di Sulmona doveva partecipare all’Aquila ad un torneo di calcetto. Non ci andrà. “Come facciamo? Se qui a mala pena riusciamo ad evitare le tragedie della malattia mentale”.

2 Commenti su "L’equilibrio sopra la follia"

  1. In un paese normale i responsabili di questo disastro sarebbero stati licenziati a calci in culo.

  2. Ripeto per l’ennesima volta, ormai la citta’ di sulmona e’ irreversibile in tutti i comparti. L’unico modo, ma veramente l’unico e’ guardarsi in faccia tra i nostri amministratori a prescindere dal colore politico ed abbandonare palazzo mazara e consegnando le chiavi del comune al nostro governo regionale e nazionale e recarsi con 50 pulmann insieme al popolo di sulmona a l’ aquila e roma con lo slogan (in questa citta’non si vota piu’) e vedrete che sanita’ industria disoccuazione e ferrovia tutto sara’ risolto. Diversamente sara’ morte certa per la citta’ di sulmona con questa politica locale che mi fa solo pena

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