Mancata costituzione del gruppo Pd, si difende Di Marzio mentre la Salvati attacca

“Ho ritenuto opportuno congelare la decisione per la costituzione del gruppo consiliare” perché “Viste le plurime e contraddittorie comunicazioni ricevute dalla segreteria del PD regionale, visto il regolamento del funzionamento del Consiglio Comunale, per una tutela dell’indipendenza dell’Ufficio di Presidenza su cui non possono ricadere le tensioni esistenti”. Si giustifica così la presidente del Consiglio comunale, Katia Di Marzio, nel tenere conto di “una linea di prudenza” del partito che prima ha concesso per poi ritirare l’autorizzazione alla formazione del gruppo. Di Marzio si dichiara vicina alle ragioni di Di Masci, Ranalli e Di Rienzo pronta a ridare “stimolo alla richiesta di costituzione del gruppo consiliare qualora arrivi una comunicazione chiara dalla segreteria regionale.

“Uno scivolone su una buccia di banana” nonché “l’ennesima gaffe politica” per la consigliera comunale, Roberta Salvati, che chiama in causa la perenne contrarietà dei tre consiglieri di minoranza alla scelte di partito, nazionale e regionale, “ma poi, convintissimi e determinatissimi di costituire il gruppo del Pd in consiglio comunale, costringendoci a fare tre riunioni di ufficio di presidenza. Mi viene da pensare: che volevano essere legittimati da noi?”.

Un “caos totale” prosegue Salvati che ritiene “scomposti e infondati” gli attacchi alla presidente del consiglio comunale, Katia Di Marzi che difende. Attacchi strumentali per la Salvati, dunque,  allo “scopo di intimidire la Presidente del Consiglio, da parte di chi non ha nemmeno letto il regolamento comunale. Il vero dato politico é che per l’ennesima volta il circolo del Pd Sulmona é riusci

to nel risultato di essere sconfessato nella sua linea politica, prima validato ad ottenere il simbolo, subito dopo invalidato dallo stesso pd. Mi chiedo, ma se il pd regionale prima e provinciale poi non avendo concesso nel 2016 il simbolo a nessuno sulla base di quali convinzioni oggi può accettare tale richiesta? Mi sembra questa loro richiesta pretestuosa, l’ennesima presa in giro ai danni dei cittadini che hanno votato”.

Una “contrapposizione”, in sintesi, basata su “vere e proprie bugie come quella che il Pd Regionale avrebbe preteso l’avallo del progetto Snam quando é noto che la Giunta regionale ha sempre espresso parere negativo, anche di recente, chiedendo ed ottenendo il rinvio della Conferenza dei servizi”. Un circolo sempre più isolato, affonda il coltello la consigliera che di quel Pd era stata presidente fino al momento delle sue dimissioni.  “I fatti accaduti dunque dimostrano che avevo ragione nell’evidenziare le contraddizioni del circolo locale, ed è anche ora di smetterla di raccontare che c’è un Pd regionale che vuole sacrificare Sulmona. Scelte come la velocizzazione del collegamento ferroviario Pescara Sulmona, i 17 milioni per il nuovo ospedale, l’inserimento di Sulmona come città pilota in Casa Italia, gli investimenti per l’Abbazia dimostrano che non è il governo regionale che isola Sulmona ma è il circolo Pd che non è in grado di svolgere la sua funzione”.

Si rivolge anche al segretario provinciale Pd Piacente che invece di utilizzare “un metodo inclusivo sta adottando un metodo solo ad esclusione”, e poi non risparmia la senatrice Stefania Pezzopane “che forse sbagliando indirizzo parla di dispetti e capricci, forse riferendosi a coloro che hanno fatto cadere la Giunta Ranalli” a cui la Salvati chiede delucidazioni sul suo voto al decreto Lorenzin e sulla sua opinione alla bretella ferroviaria che il circolo aquilano  sostiene.

Tutto questo per non ridurre ancora Sulmona a semplice “bacino di voti in favore di logiche politiche sedimentate da troppo tempo”, “Si può fare sempre meglio e di più, ed io mi batterò sempre per la mia città, come sto facendo per il polo dell’infanzia innovativo. Ma un circolo Pd, ossia il circolo di un partito di governo, deve anche raccontare le cose positive oltre che indicare le soluzioni. Invito i consiglieri di minoranza a mettere da parte le beghe di partito ed a partecipare ai prossimi consigli comunali, perché viene prima il bene della città e poi tutto il resto” conclude la consigliera augurando ai suoi avversari di ottenere il simbolo Pd.

S.P.

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