Medicina, troppi pazienti: in quindici fuori dal reparto

Quindici pazienti fuori reparto, con i medici costretti a fare la spola tra un’ala e l’altra dell’ospedale e anziani, soprattutto, più parcheggiati che ricoverati.
Quanto accaduto ieri all’ospedale Annunziata, purtroppo, non è un’eccezione, per un reparto, quello di Medicina Generale, che oltre a non avere un primario da cinque anni, soffre l’assenza di almeno due medici e soprattutto il filtro ormai inesistente della medicina territoriale, dove dai medici di base non si cura quasi più nessuno e dove di Residenze sanitarie assistite non ce ne sono, se si escludono quella di Villalago e Castel di Sangro che però stanno a Villalago e Castel di Sangro e soprattutto sono ormai sempre piene. Che i venti posti poi riconvertiti di Pratola non si sa in quale meandro della riorganizzazione la Regione li ha smistati.
Così ieri si è raggiunto un record, negativo però, quello cioè di dover dislocare quasi il doppio dei pazienti di Medicina Generale negli altri reparti: i venti posti letto disponibili non bastano più per una popolazione anziana che ormai ricorre alle cure dell’ospedale anche per un raffreddore, “codici verdi” che in realtà in via Mazzini non dovrebbero neanche arrivare.
E d’altronde i quindici posti della Lungodegenza, che a Sulmona doveva essere un’unità operativa complessa, non sono mai stati attivati. Si attendeva per questo l’apertura del nuovo ospedale, che però al momento di aprirlo non se ne parla. Nonostante il taglio del nastro sia stato fatto quattro mesi fa.
Una fotografia, una Polaroid, su un’offerta sanitaria che in Valle Peligna è arrivata ai minimi termini, perché il sovraffollamento di Medicina Generale è solo una delle tante “pose” offerte da questa sanità. Che ci sono poi altri “ritratti d’autore”: il Punto nascita in perenne minaccia, il Pronto soccorso con la metà dei medici della pianta organica e l’incredibile situazione nella quale si trova Oncologia, dove è rimasto un solo medico a tempo determinato a seguire decine e decine di pazienti.
Sulla questione è intervenuta proprio ieri la consigliera comunale Roberta Salvati che reclama per l’Annunziata un reparto di oncologia “operativo ed efficace”, che anche lei ha firmato la petizione. Un appello che si spera arrivi alle orecchie del suo presidente Marsilio con cui si è anche candidata.

1 Commento su "Medicina, troppi pazienti: in quindici fuori dal reparto"

  1. E’ giocoforza che i pazienti anziani siano quelli che ammalino: senectus ipse morbus est. La vecchiaia è di per sé una malattia. Va da sé che i reparti di medicina siano affollati soprattutto di gente avanti con gli anni. Abbondano broncopatie, diabete mellito, cardiopatie con scompenso .cv. cronico etc.etc. Poi durante il periodo invernale non ne parliamo. Basterebbero soli 20 posti letto,per far fronte alla richiesta che arriva da un hinterland, come quello sulmonese? Soli 20 posti letto è una vera follia, di chi crede di amministrare gli ospedali come se si trattasse di una fabbrica di chiodi. Metteteci pure che l’ospedale è privo di un reparto di lungodegenza o almeno di geriatria , ed il pateracchio è servito. Allora non lamentiamoci che ci siano posti “in piedi” nel reparto medicina. E’ del tutto prevedibile, non è un imprevisto né un mistero. Non c’è nemmeno una RSA di cui si parlò tanto in passato, per decongestionare gli ospedali. Dove stanno le RSA? E dove ci sono ,si paga un mensile che tanti anziani non possono permettersi. Cosa fare allora? Io a fronte delle tonitruanti ed inutili riforme italiane della sanità, un rimedio lo avrei: ABOLIRE LA VECCHIAIA.

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