Metanodotto, governo diffidato: “Gentiloni revochi la conferenza”

C’è un governo diffidato e un presidente della Repubblica invitato a porre rimedio ai “misfatti” del primo. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha formalmente chiesto a Gentiloni di avviare i provvedimenti necessari affinché venga revocata la conferenza dei servizi del 4 aprile, l’ultimo passaggio per l’approvazione del metanodotto Sulmona-Foligno. Il cavillo sollevato anche questa volta sta proprio in quei principi secondo i quali un governo dimissionario dovrebbe occuparsi solo di “ordinaria amministrazione” e “disbrigo degli affari correnti”.

“Inoltre, giova ricordare- scrive l’associazione- che gli stessi provvedimenti conclusivi dei procedimenti di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) dei tronchi Sulmona – Foligno e Foligno – Sestino del progetto di gasdotto ‘Rete Adriatica’ sono tuttora oggetto di ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica effettuati nel 2011 (ricorrenti Provincia di Perugia, Comune di Gubbio, Mountain Wilderness Italia, Lega per l’Abolizione della Caccia, Federazione nazionale Pro Natura, interveniente Gruppo d’Intervento Giuridico onlus)”.

Lungo 687 chilometri (tubazione di diametro 1.200 mm. a mt. 5 di profondità, servitù di mt. 40), dal sud al nord in Italia, il progetto è suddiviso in cinque tronconi, attraversa ben dieci regioni, tre parchi nazionali, un parco naturale regionale, 21 siti di importanza comunitaria; aree a gravissimo rischio sismico (Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche) e idrogeologico, “senza che  sia stato effettuato un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale (direttive n. 85/337CEE e n. 97/11/CE) come richiesto da normativa e giurisprudenza comunitaria (vds. es. Corte di Giustizia CE, Sez. II, 28 febbraio 2008, causa C-2/07)- evidenzia il Gruppo- né una procedura di valutazione ambientale strategica (direttiva n. 01/42/CE). Disattese anche altre disposizioni normative specifiche relative al procedimento di V.I.A. e alla corretta redazione dello studio di impatto ambientale”.

A tal proposito è stata interessata anche la commissione europea con diversi ricorsi da parte di amministrazioni pubbliche

(Province di Pesaro-Urbino e di Perugia, Comunità Montana Catria e Nerone, Comune di Gubbio, Comune di L’Aquila), associazioni ecologiste (Gruppo d’Intervento Giuridico, Comitato “No Tubo”, Federazione nazionale Pro Natura, WWF, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, Comitato civico Norcia per l’ambiente, La Lupus in Fabula) e venatorie (Arci Caccia – Perugia). Si è mossa anche la Camera dei deputati votando una risoluzione per chiederne la modifica del tracciato “Rete Adriatica”, mai attuata.

Insomma di azioni ne sono state fatte parecchie e si continuerà su questa strada fino alla fine. Intanto il Gruppo invita tutta la popolazione alla manifestazione del 21 aprile a Sulmona.

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