Mimmo Di Benedetto: aree funzionali, una nuova geografia per l’Abruzzo

PUBBLIREDAZIONALE mandatario Costantino Cianfaglione

Il tema delle aree interne è un tema che non interessa solo chi ci vive, ma l’intero Abruzzo. Perchè il riequilibrio territoriale è necessario per far camminare la regione più speditamente. Ne parla Mimmo Di Benedetto, candidato al consiglio regionale nella lista Centristi per l’Europa a sostegno di Giovanni Legnini

Promuovere e incentrare lo sviluppo delle aree interne. Da dove bisognerebbe partire?

Una delle priorità programmatiche che, a nostro giudizio, la Regione Abruzzo dovrebbe porre a fondamento della sua azione di governo per un’efficace politica di sviluppo, soprattutto nelle zone interne, è quella di recepire e attuare lo studio del dipartimento di Architettura dell’Università “Gabriele D’Annunzio” che prevede la suddivisione del territorio regionale in 7 Aree Urbane Funzionali, tra cui quella di Sulmona. Una nuova strutturazione policentrica del territorio abruzzese, ripartito così in modo più efficiente ed ottimale consentirebbe di promuovere ed incentrare uno sviluppo più equilibrato e rispettoso delle aree interne, ancor più penalizzate da un inarrestabile declino economico e sociale.

Quale “formula” adottare?

L’analisi è stata fatta dal professore Aldo Ronci. L’inserimento del Centro Abruzzo tra le aree urbane funzionali, così come evidenzia, appunto, nella sua ricerca il professore, garantirebbe un’adeguata presenza di servizi essenziali, tra questi: l’ospedale Dea di primo livello; il punto nascita e il Tribunale, solo per fare qualche esempio. Tutto questo contribuirà ad aumentare il benessere dei residenti, a garantite il permanere della popolazione, ad incrementare l’attrattiva del territorio, a sostenere ed incentivare la riorganizzazione e l’efficienza dei settori produttivi, a tutelare l’ambiente.

Raggiungere questo obiettivo, però, non è certo cosa semplice.

La possibilità di riuscire ad ottenere l’istituzione della Aree Urbane Funzionali e l’inserimento tra esse del territorio peligno non è a portata di mano. Per questo ci impegniamo perché questa scelta di straordinaria importanza politica, sia sostenuta, unitariamente, attraverso il coinvolgimento attivo e convinto degli entri locali; della forze politiche , dei sindacati e delle associazioni culturali imprenditoriali del nostro comprensorio. E se la Regione Abruzzo dimostrerà, così come riteniamo, coraggio e determinazione nel recepire ed attuare lo studio dell’Università “D’Annunzio”, sarà nostra cura presentare una nuova proposta di legge elettorale regionale che, attraverso un sistema misto uninominale e proporzionale, assicuri un’adeguata rappresentanza di tutte le aree urbane funzionali in consiglio regionale.

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