Ospedale, il grande bluff della politica. La Casini: “La Regione mostri coraggio”

La sindaca Casini rivolge un appello alla Regione e alla Asl affinché abbiano il coraggio di fare scelte “chiare e tempestive” per la salvaguardia del reparto di Ostetricia e Ginecologia che rischia la chiusura a causa del depauperamento del personale. “La sanità peligna – aggiunge la sindaca – deve essere priorità contro mortificazione del Centro Abruzzo”.

Casini si riferisce alla mancata autorizzazione allo stralcio del Piano fabbisogno assunzionale 2019 da parte della Regione richiesta dalla Asl, che avrebbe consentito di agire subito sulla dotazione di personale del Punto Nascita nell’ ospedale di Sulmona con l’assunzione di un medico.

Con la partenza di Gianluca Di Luigi, il pensionamento entro l’anno della dottoressa responsabile Recanati e la parziale disponiblità di altri medici, la situazione a Ginecologia si fa davvero dura. Ci sono poi le difficoltà in molti altri reparti a cominciare da Oncologia dove è rimasta solo la dottoressa Cocciolone (assunta a tempo determinato), dopo il pensionamento di Saggio e il trasferimento di Guglielmi. C’è il sotto organico del Pronto Soccorso dove mancano almeno cinque medici e dove la responsabile Maiorano andrà in pensione tra poco più di un mese, mentre altri due ne mancherebbero a Medicina. Problemi di organico ci sono poi a Pediatria dove uno dei due medici è prossimo al trasferimento ed a Chirurgia Generale, dove però la Asl ha indetto un avviso per due medici, con un contratto anche qui a tempo determinato.

Infine l’agognata questione dell’apertura del nuovo ospedale, dove tutto è pronto, macchinari, stanze e personale, ma a mancare è ancora un’autorizzazione, quella sanitaria all’esercizio, che deve essere rilasciata dal Comune, dopo tutte le ispezioni del caso che però deve effettuare la Asl. Un cane che si morde la coda con i tempi che sono incerti, almeno un mese, ma è possibile che si vada anche oltre.

Il presidente della Regione Marco Marsilio proprio nel suo discorso di insediamento, aveva dichiarato che il punto nascita di Sulmona avrebbe rappresentato una battaglia simbolica per la sanità abruzzese. Sfida che senza un intervento sostanziale e sostanzioso a questo punto diventa davvero improba. Oltre il punto nascita il presidente dovrà sciogliere anche tutti gli altri nodi della sanità peligna, fra gli altri anche la nomina del nuovo direttore Asl.

Anche la consigliera regionale Marianna Scoccia, da buona sentinella delle Aree Interne – ruolo che si è auto affibbiato – avrà un gran bel da fare in consiglio regionale, dovrà rappresentare un territorio che però non è unito né pacificato, grazie anche all’annientamento puntuale degli avversari, praticato senza esitazione dal suo predecessore, il marito Andrea Gerosolimo.

Ed infine la sindaca Casini che dichiara: “Chiedo a tutte le forze politiche di affrontare subito questo tema e l’intera questione della sanità peligna come una priorità dell’agenda politica per la sopravvivenza delle nostre aree montane del Centro Abruzzo” ignorando forse che la politica che ha portato avanti in questi tre anni, con le innumerevoli prove di forza sulle partecipate, in particolare Cogesa, ha completamente disintegrato i rapporti con parte degli altri sindaci e delle altre forze politiche del territorio. Gli appelli all’unità, mai come questa volta, appaiono vuoti ed alquanto ipocriti, richieste di aiuto urlate a gran voce, ma ormai senza più auditori disponibili.

Non c’è tra questi, soprattutto, quella Regione attenta e piena di promesse, che sulla sanità ha condotto una gran parte della sua battaglia elettorale, dando addosso alle scelte fatte dalla giunta D’Alfonso e dall’assessore Paolucci e anzi su queste battendo, con il leader Salvini che in una piazza XX settembre annunciava la riapertura degli ospedali. Si sa nella campagna elettorale le parole e le promesse sono spesso fuori misura, ma a Sulmona sarebbe stato sufficiente, anche se non sarebbe bastato, riuscire a preservare quello che era stato previsto. Se non un primo livello, almeno un ospedale di base rafforzato. Oggi una scatola sempre più vuota.

Savino Monterisi

5 Commenti su "Ospedale, il grande bluff della politica. La Casini: “La Regione mostri coraggio”"

  1. Si però ora basta, la Scoccia è la Scoccia,simpatica o meno competente o meno ,Gerosolimo è Gerosolimo.
    Gradirei e molto che le sorti della nostra città e i relativi consigli o reprimende Vergano sull’operato attuale di chi deputato a farlo e non sulle parentele.
    Giochiamo sul nostro futuro e su quello dei nostri figli, basta teatrini e teatranti, è chiedere troppo?

  2. Vertano*

  3. Ma basta anche con questo Di Luigi!!! Come se fosse l’unico medico sulla faccia della terra! Occupiamoci di altro ! Ha deciso di andarsene e noi siamo contenti, per fortuna ! Non perdiamo nulla ! Un medico al primo incarico !

  4. la Scoccia? la moglie di Gerosolimo ? i poltronisti più arroganti della valle peligna …

  5. È sconvolgente quello che si continua a leggere sui giornali, della propaganda che sta facendo il sindaco di Sulmona e le persone che la circondano compresa la Scoccia sulla questione Punto Bascita di Sulmona – Di Luigi. Addirittura un caso regionale. Bisognerebbe informare l’Anac.

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