Morta dopo il parto, a giudizio l’ex primario

(foto Centroabruzzonews)

Dovrà, di nuovo, rispondere dell’accusa di omicidio colposo: l’ex primario di Ginecologia dell’ospedale di Sulmona, Paolo Santarelli, è stato infatti rinviato a giudizio ieri dal giudice per le udienze preliminari Giuseppe Ferruccio.

La vicenda è quella legata alla morte di Magda Taufer, la quarantunenne di Bagnaturo deceduta il 30 luglio del 2011 dopo aver partorito la sua bimba. La donna ebbe infatti delle complicanze post partum che le causarono un’emorragia che i medici dell’ospedale Annunziata non riuscirono a fermare, nonostante il disperato e massiccio tentativo di trasfusioni (con ben quaranta sacche di sangue).
Santarelli era già finito a giudizio insieme a quattro colleghi, una dei quali, Angela Mangiarelli, aveva scelto come lui il rito abbreviato, ricevendo una condanna a due anni di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 400mila euro.
Poi però nell’ottobre del 2016 la Corte d’Appello aveva annullato la sentenza, ritenendo la perizia ordinata dalla procura di Sulmona carente in alcuni punti, tant’è che i giudici di secondo grado disposero a loro volta un’altra perizia.
Con l’annullamento della sentenza di primo grado le carte furono rimesse alla procura di Sulmona che ieri ha richiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per Santarelli (ma non per la Mangiarelli, la cui posizione è ancora sospesa).
La posizione dell’ex primario di Ginecologia sarà riunita molto probabilmente il prossimo 3 aprile con quella degli altri tre imputati che scelsero a suo tempo il rito ordinario e cioè il ginecologo Ugo Mazzarella e gli anestesisti Luciano Marinucci e Antonio Nanni.
Magda Taufer morì quella domenica di luglio poche ore dopo aver dato alla luce, con taglio cesareo, la sua bambina, senza avere neanche la possibilità di abbracciarla. I funerali, che vennero fissati per il giorno successivo, vennero però bloccati dalla procura che ordinò l’autopsia cercando di fare luce su eventuali responsabilità di quella morte che oggi, a quasi sette anni di distanza, non è stata ancora chiarita.

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