Non vuole i migranti nel suo villaggio turistico, picchiato a sangue. Condannato l’aggressore

Voleva riprendersi il suo villaggio turistico, preservarlo dall’invasione di migranti che la società che aveva preso in gestione la struttura aveva intenzione di ospitare, trasformando i trenta bungalow in un centro di accoglienza.
Dalla prefettura, anzi, il nuovo gestore aveva già ottenuto l’assegnazione di ventotto richiedenti asilo che, inevitabilmente, si sarebbero ritrovati durante l’estate a dividere gli spazi con i turisti che molti bungalow li avevano affittati per tutto l’anno.
Per questo il proprietario dell’Oasi del Sangro, in località Piana Santa Liberata, nel Comune di Castel di Sangro, aveva fatto causa al suo affittuario, la società Fresh, chiedendo e ottenendo la rescissione del contratto e la restituzione della struttura.
Durante la procedure di presa di possesso, però, nell’agosto del 2016, mentre il proprietario era sul posto per opere di manutenzione, l’affittuario, Matteo Lionello, lo aveva aggredito picchiandolo a sangue e minacciandolo fin dentro al pronto soccorso.
Quaranta giorni di prognosi e un intervento maxillo-facciale frutto di un’aggressione brutale, con il Lionello che dopo aver picchiato l’uomo, lo aveva placcato mentre scappava in moto, gli aveva tolto il casco e aveva continuato a picchiarlo brutalmente, fino a lasciarlo in una pozza di sangue. Non contento lo aveva inseguito fino in ospedale e qui sul letto del pronto soccorso lo aveva minacciato, dicendogli che se avesse denunciato l’episodio ai carabinieri per lui “sarebbe finita”.
A finire in tribunale, però, è stato lui, Matteo Lionello, condannato dal giudice Marco Billi a tre anni e sei mesi di reclusione, all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e al risarcimento della parte civile (difesa dall’avvocato Gaetana Di Ianni) da quantificare in separata sede.
Nell’Oasi del Sangro, poi, i migranti non sono più arrivati e il proprietario ha potuto così riprendere la sua attività di ricettività turistica.

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