Notificati i precetti alle società sportive, l’ex assessore non ci sta: “Una storia paradossale”

Per pagare, tecnicamente, ci sono ancora un paio di giorni di tempo, anche se il termine non è perentorio. Più prima che poi, però, gli 85mila euro che il Comune avanza dalle società sportive da sette e più anni, dovranno rientrare. Lunedì scorso, infatti, ai dirigenti attuali e quelli delle società disciolte sono stati notificati i precetti di pagamento: atto prodromico, insomma, al pignoramento di beni e quote di stipendio.
Nell’elenco dei creditori che dovranno versare entro dieci giorni dal ricevimento del precetto le somme dovute, è rientrata alla fine anche la Basket Centro Abruzzo, unica società di quelle debitrici ancora in attività, e la cui pratica di recupero era stata in verità congelata il mese scorso, perché dei 33mila e passa euro che doveva, una parte, circa 10mila euro, li aveva già versati. La società di basket, che per il suo debito non ha ottenuto spazi comunali dove allenarsi e neanche piazza Garibaldi ai primi di settembre, aveva promesso un piano di rientro che, però, a quanto pare non è stato rispettato: il congelamento si è scongelato, insomma, e il precetto è arrivato anche per la presidente della società in questione che dovrà pagare circa 23mila euro ancora.
Cifra simile dovrà versare anche l’ex assessore e presidente del San Nicola Sulmona Lorenzo Fusco che, però, contesta l’atto di precetto, anche se lui, come gli altri, non si è mai opposto prima alle contestazioni avviate già nel 2015. “Mi hanno richiesto somme relative agli anni 2008/2009 e 2009/2010 – spiega Fusco – ma io sono diventato presidente della squadra di calcio solo nel 2009, quindi almeno una annualità non mi riguarda. Sono sicuro, anche se non riesco a ritrovare l’atto, che per l’annualità successiva ci fu una sorta di abbuono da parte della giunta (di cui Fusco faceva parte, ndr) che concedeva lo stadio gratis”. Della delibera in questione, che di per sé sarebbe imbarazzante prevedendo un favore a se stesso, però, non c’è traccia negli archivi. “Questa storia è incredibile – si sfoga l’ex assessore e presidente – presi il Sulmona Calcio, ovvero San Nicola, perché c’era l’impegno di alcuni imprenditori a subentrare nella gestione. Alla fine sono scomparsi tutti e per questa storia c’ho già rimesso 66mila euro. Ora pagare anche questi 23mila euro mi sembra paradossale”.
Gli atti, però parlano e dicono che nelle casse di palazzo San Francesco dal 2008 al 2011 non sono rientrati canoni di utilizzo delle strutture sportive per 85mila euro almeno.
Le altre due società debitrici, anche queste nel frattempo scioltesi, sono la Manhattan Basket che deve poco più di 13mila euro e la Polisportiva dilettantistica Sulmona che ne deve poco più di 15mila.
Soldi che, chissà, potevano essere impiegati per la manutenzione della struttura, ad esempio, motivo per il quale, oggi, il Palasport risulta chiuso.

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