Nuclei per le cure primarie e subentro: medici della FIMMG L’Aquila attendono risposte

“Siamo diventati troppo vecchi da poter ambire al subentro, ma non lo siamo ancora abbastanza come i colleghi che invece per anni hanno lavorato nei Nuclei di cure primarie?”. Se lo chiedono i giovani medici della FIMMG Federazione Italiana dei medici di medicina generale, in risposta a quanto affermato ieri dalla ASL 1. L’azienda sanitaria ha definito “illegittima” l’assunzione di nuovi medici in sostituzione di quelli andati in pensione a copertura dei presidi medici sul territorio.

E proprio mentre è in atto “un’occupazione simbolica della direzione sanitaria della ASL 1”, a tutela dei nuclei di cure primarie. I giovani medici della FIMMG della provincia dell’Aquila si chiedono anche “come mai facendo riferimento ad accordi regionali, la questione della presunta illegittimità riguardi solo e soltanto la ASL Avezzano – Sulmona-L’Aquila e non le altre aziende sanitarie”.

Domande che, dopo due anni di fiduciosa attesa da parte dei giovani medici per subentrare ai colleghi andati in pensione, pretendono oggi risposte più convincenti. Di certo più di quanto riportato dalla nota della ASL a proposito delle retribuzioni per i medici in subentro, dalla stessa azienda definite “indennità e privilegi”. Parole che i giovani medici contestano precisando che “le indennità percepite servono per coprire le spese per il mantenimento dei nuclei e del personale che ci lavora” non essendo “risorse che noi percepiamo in più in aggiunta al nostro stipendio”. E a dimostrazione di quanto asserito basterebbe rendicontarne la destinazione.

E sulla questione relativa al subentro per i medici che operavano in aree urbane, continua il comunicato FIMMG “probabilmente la dirigenza di questa azienda sanitaria dimentica che noi medici rispondiamo e apriamo i nostri ambulatori in base a delle zone carenti che l’azienda stessa definisce”, in risposta alle esigenze degli assistiti. Se ad andare in pensione sono i colleghi che operavano in città e la maggioranza della popolazione insiste nelle aree urbane “che senso avrebbe illudere i pazienti di poter avere un servizio di medicina sul territorio quando il nucleo di cure primarie si troverebbe a chilometri di distanza, magari in montagna?”.

Domande che i giovani medici della FIMMG L’Aquila non smetteranno di rivolgere ad un’azienda sanitaria che finora non ha saputo fornire risposte convincenti.

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