Operazione antidegrado, arruolato il tecnico per il censimento

Ad arruolarsi per censire gli immobili che vertono in uno stato di particolare degrado e di rischio sicurezza è l’architetto pratolano Sergio Pietraforte. E’ lui che ha risposto all’appello dell’amministrazione nell’ambito dell’”operazione antidegrado” che si vorrebbe portare avanti a Pratola nell’ambito del progetto di recupero del centro abitato.

Di situazione spiacevoli quando igienicamente imbarazzanti, d’altronde, ce ne sono e sono denunciate spesso soprattutto tramite gli accessibili mezzi del social web. Case diroccate, spesso covi di animali e luoghi in cui disfarsi di rifiuti ed immondizia varia da parte degli incivili che non mancano mai. L’architetto Pietraforte, a titolo gratuito e per un anno, avrà così il compito di individuare tutti gli immobili allo “sbando”, “in stato di degrado ed inutilizzo- si legge sulla determinazione-, suscettibili anche di compromettere il decoro e le condizioni igienico-sanitarie e ambientali del territorio di riferimento, con realizzazione di una mappatura degli stessi”. Tutto questo alla scadenza dei 120 giorni dalla pubblicazione dell’apposita ordinanza. Termine fissato al 24 febbraio. Da lì in poi, dunque, queste case, di cui spesso non si conosce nemmeno il proprietario per mancanza di successioni ufficiali e perché difficile è risalire ai proprietari, se esistono ancora. Un lavoraccio non facile, ma indispensabile. “Una grossa sfida che apre un nuovo capitolo- dichiara il sindaco, Antonella Di Nino-. Bisogna capire le procedure degli immobili al momento abbandonati”. Una patata bollente che toccherà sbucciare molto lentamente.

Dunque dopo il 24 febbraio si provvederà al censimento degli immobili con l’esclusione di quelli che rientrano negli aggregati o che hanno accesso ai fondi per il sisma del 2009 e del 2016 i quali seguiranno la procedura legata alla loro appartenenza, in sintesi. Per i restanti immobili si provvederà a diffide individuali nei confronti dei proprietari per non essere intervenuti nei fatti alla rimozione delle criticità segnalate, per passare successivamente ad un procedura più complessa che dovrebbe prevedere l’intervento del comune qualora le fasi precedenti non abbiano dato un buon esito.

Un problema, quello dell’abbandono degli stabili che riguarda un po’ tutti i paesi del territorio con situazioni spesso al limite, strutture pericolanti e con un senso dell’igiene più che discutibile. Un panorama di indubbio deficit per paesi e città che vale la pena arginare.

Simona Pace

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