Paralisi a Palazzo, la Regione “commissaria” l’apparato amministrativo

Ha tutto il sapore di essere un commisariamento dell’apparato amministrativo l’accordo raggiunto dal sindaco Annamaria Casini con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e l’assessore alle Aree Interne Andrea Gerosolimo. La scelta di chiamare in soccorso di palazzo San Francesco funzionari e tecnici dell’Emiciclo, infatti, non riguarda solo la gestione del progetto Casa Italia, per il quale anzi sarà costituito un ufficio apposito, ma anche la gestione delle pratiche del terremoto e, soprattutto, l’incartamento delle gare d’appalto per l’affidamento dei servizi che finora in via Mazara nessuno si è preso la responsabilità e la briga di fare, tanto che, alla luce di questa specie di commissariamento, verrebbe quasi da chiedersi il perché si spendono centinaia di migliaia di euro l’anno per retribuire i vertici del Palazzo.
Ma tant’è: la situazione è di emergenza e in qualche modo la città doveva trovare una via d’uscita, fosse anche rinunciando alla sua autonomia amministrativa, ed è stata brava il sindaco a trovarla.
Oggi, dopo la sommossa popolare di imprenditori e ordini professionali, il primo cittadino si è presentata al tavolo che era stato convocato la settimana scorsa con un menu di offerte, di fronte alle quali l’Ance si è detta “soddisfatta – ha commentato il vice presidente Marco Tirimacco – segno che le problematiche da noi sollevate erano fondate su un disagio reale”.
Le proposte sono quelle già anticipate da Il Germe e riguardano l’assunzione di due tecnici tramite avviso (con tutte le perplessità su come è stato redatto), un aumento delle ore ad un ingegnere per smaltire la rendicontazione e ad un ex Lsu per aiutare amministrativamente l’ufficio sisma. A questi si aggiungeranno due geometri da inserire all’ufficio tecnico che per il momento saranno a tempo determinato, in attesa della procedura concorsuale per il tempo indeterminato, e collaborazioni esterne con professionisti come supporto ai Rup delle scuole.
Il tutto dovrebbe essere concluso nel giro di quindici giorni, quando si spera che il Comune torni a far girare la macchina amministrativa e a dare qualche risposta alle cinquecento pratiche post-sisma in sospeso, ma anche alle tante richieste di occupazione di suolo pubblico e permessi a costruire inevasi.
Così, giusto per assomigliare ad un paese quasi normale.

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