Provano a riprendersi dalla crisi le imprese abruzzesi

Un nuovo studio dell’economista Aldo Ronci mette in luce lo stato di salute delle imprese abruzzesi, nel primo trimestre 2018 infatti le imprese hanno subito un decremento di 540 unità, segnando una diminuzione dello 0,36% valore di poco più alto dello 0,25% italiano. La flessione percentuale dell’Abruzzo è una delle meno consistenti e posiziona l’Abruzzo al nono posto delle graduatoria nazionale delle regioni italiane.

Le imprese non artigiane registrano una flessione di 168 unità, in valori percentuali il decremento è dello 0,14% è molto vicino allo 0,09% italiano e colloca l’Abruzzo ad un onorevole settimo posto della graduatoria nazionale, mentre per le imprese artigiane la flessione è di 372 unità segnando un risultato ancora negativo per il quinto anno consecutivo ma in lento miglioramento.
Il decremento percentuale delle nuove imprese artigiane è stato dell’1,21%, valore superiore allo 0,82% italiano. La flessione dell’ 1,21%, anche se inferiore ai primi trimestri degli anni precedenti, colloca comunque l’Abruzzo al quartultimo posto della graduatoria nazionale delle regioni italiane.

Nelle province abruzzesi le imprese artigiane hanno registrato tutte un decremento: Chieti -109 unità, L’Aquila -103, Teramo -98 e Pescara -62 ed in valori percentuali le flessioni sono tutte superiori al valore medio nazionale.

Per quanto riguarda i comparti specifici, in Abruzzo nel primo trimestre 2018 le imprese artigiane hanno subito variazioni negative in tutte le attività economiche, la più consistente nelle costruzioni con 172 unità, seguono l’industria manifatturiera con 65, la ristorazione con 32, i trasporti con 31, i servizi per la persona con 12, le riparazioni di auto e apparecchi per la casa con 8 e il settore dei servizi alle imprese con 2.

La distribuzione dei decrementi per attività economiche nelle province abruzzesi ha registrato dei picchi elevati nelle costruzioni all’Aquila (-80), a Chieti (-48) e a Teramo (-37) e nell’ industria manifatturiera a Teramo (-27) e all’Aquila (-24), mentre per quanto riguarda i decrementi più significativi delle imprese manifatturiere sono stati registrati nei prodotti in metallo (-16), nell’industria del legno (-15) e nell’abbigliamento (-12). Gli unici incrementi anche se lievi si sono verificati nelle riparazioni di macchine e prodotti per la casa (+11) e nei mobili (-2).

S.M.

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