Quelle lunghe liste d’attesa, la Cgil chiede la nomina del nuovo direttore Asl1

Integrare il personale della Asl1. I sindacalisti Francesco Marrelli e Antony Pasqualone, rispettivamente Cgil e Fp Cgil, tornano a battere il chiodo della carenza di organico quantificabile, in base ad una stima fatta, a 700 unità più i probabili 300 prossimi alla pensione entro il 2020. Un contesto preoccupante nel quale le 108 figure previste nell’immissione in ruolo non hanno avuto fino ad ora seguito nelle procedure, più le eventuali 400 assunzioni del 2019/2020 ancora non autorizzate dalla Regione.

E’ necessario tornare a programmare e per farlo il sindacato chiede alla Regione la nomina immediata di un nuovo dirigente generale.

Probabilmente qualche dato può contribuire a dare maggiore concretezza all’attuale contesto sanitario parte della Asl1. Oltre al carico di lavoro per i dipendenti, la Cgil fa un conto sulle liste di attesa: 210 giorni per un test cardiovascolare; 182 per una visita gastroenterologica in Valle Peligna dove sono necessari 178 giorni per effettuare una Tac,  157 se nella Marsica,  269 giorni all’Aquila; per una ecografia della tiroide per l’area Peligna, sono necessari 268 giorni di attesa, mentre per l’area L’Aquila 253 giorni; per una visita dermatologica per l’area L’Aquila sono necessari 168 giorni di attesa; per una visita fisiatrica per l’area L’Aquila, sono necessari 282 giorni di attesa; per una ecografia della mammella monolaterale per l’area Peligna sono necessari 280 giorni di attesa, per l’area sangrina 232, mentre per la Marsica 177 giorni e per L’Aquila 275 giorni.

E l’elenco è lungo lungo. Per sottoporsi ad una colonscopia con endoscopio flessibile si va dai 345 giorni della Valle Peligna ai 162 della Marsica; varia dai 416 ai 294 l’attesa per un ecodoppler in base se si è all’Aquila o in Alto Sangro; e così via fino alla riabilitazione territoriale con una attesa lunga 400 pazienti e 200 bambini.

Spesso i servizi contano solo un dirigente medico e i pronto soccorso mostrano il “degrado” anche fisico, la Cgil parla di porte di accesso in “condizioni inaccettabili” e le “eterne” attese di chi vi si rivolge.

S. P.

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