Roccacasale, quadro con Mussolini rimosso. Anpi: “Sdoganamento propaganda fascista”

Il quadro che ritraeva Mussolini, Vittorio Emanuele III, Graziani e Badoglio e che campeggiava nell’aula consiliare del Comune di Roccacasale è stato rimosso. Sembra dunque aver accolto la richiesta dell’associazione Un solo pianeta e del collettivo AltreMenti Valle Peligna il sindaco Enrico Pace che proprio ieri aveva ricevuto una lettera dalle due associazioni in cui si chiedeva la rimozione del quadro in quanto poteva rappresentare apologia del regime fascista. La notizia ha fatto il giro della Regione ed è arrivata anche dalle parti della pagina Facebook Abbruzzo di Morris che organizza l’appuntamento “Arrostiland” per il quale Roccacasale è in lizza per ospitale l’evento del 2020.

“Alcuni amici di #Arrostiland dell’area peligna – scrive Abbruzzo di Morris – ci stanno scrivendo in merito a dei quadri o delle fotografie di Mussolini che negli ultimi giorni sarebbero state esposte nel Comune di Roccacasale. Non abbiamo altre informazioni in merito ma vorremmo spiegazioni in quanto se l’amministrazione comunale fosse nostalgica dei tempi che furono, almeno non sprechiamo la benzina per il sopralluogo il prossimo weekend. Siamo sicuri che sia solo un equivoco ma l’occasione è buona anche per ricordare alle greggi che ad Arrostiland non esiste la parola fascismo tanto che il nostro gregge si chiama ‘Brace & Martello’. Pace e bene”. A questo punto se la faccenda del quadro di Mussolini sia stato un equivoco, può spettare soltanto al sindaco Pace confermarlo o smentirlo pubblicamente se vuole ancora competere per ospitare Arrostiland.

Sul tema è intervenuta pubblicamente anche la sezione Anpi della Valle Peligna, scrive l’associazione dei partigiani: “Il vice sindaco non spiega chi ha autorizzato l’affissione di quella fotografia, e non spiega se si tratta di una sua iniziativa, del tutto arbitraria e personale, o se invece si tratta di una iniziativa condivisa e promossa dalla giunta comunale. Nella fotografia compaiono i volti di alcuni soldati. Di questi soldati (14 o 17), alcuni persero la vita, altri, fortunatamente, rientrarono in paese. Non si tratta, dunque, di una generica iniziativa in memoria di militari caduti (come qualcuno, arrampicandosi sugli specchi, tenta di sostenere); e la fotografia – fatta appositamente restaurare, ingrandire ed incorniciare per essere affissa nell’aula consiliare – è addirittura un reperto storico del 1937 che aveva la precisa funzione ideologica di giustificare le missioni belliche in sostegno di forze golpiste (Spagna) e le guerre di occupazione coloniale e razzista (Corno d’Africa) condotte dal regime fascista”.

“Non stupisce, dunque – continua l’Anpi – che l’affissione di quella fotografia nell’aula consiliare non abbia convinto i cittadini del Comune di Roccacasale, consapevoli del fatto che una cosa è il ricordo e la memoria dei soldati caduti (anch’essi vittime delle guerre condotte dal regime fascista: guerre di occupazione coloniale e razzista, guerre imperialiste e guerre in sostegno ad altri regimi fascisti e collaborazionisti), altro è la strumentalizzazione di tale memoria ai fini di una sorta di non dichiarato ‘sdoganamento’ della propaganda nei confronti del passato regime fascista. La propaganda fascista, ci comunicano da Roccacasale, non è folklore, ma un crimine; e denunciarla e arginarla è il primo compito di tutte le forze democratiche”.

Savino Monterisi

10 Commenti su "Roccacasale, quadro con Mussolini rimosso. Anpi: “Sdoganamento propaganda fascista”"

  1. Francesco Morgante | 21 Gennaio 2020 at 7:53 pm | Rispondi

    Riappendete il quadro, per dovere culturale verso la storia e verso i giovani. Il periodo coloniale è finito politicamente con il fascismo, ma non è finito e mai finirà culturalmente poiché rimarrà perpetuo con i suoi luoghi le sue persone i suoi nomi e gli episodi negli innegabili libri di storia che milioni di studenti italiani incontreranno e dovranno apprendere per tre volte nei tre livelli scolastici. Soltanto la disgraziata situazione militare delle ex colonie italiane ha impedito un cospicuo sviluppo con l’ exploit del turismo invernale che si sarebbe potuto praticare con enormi risvolti economici sulle spiagge libiche o somale o dell’Eritrea, ed in luoghi già conosciuti dagli italiani, perché a scuola e neanche a Briatore,da piccolo ,hanno insegnato l’assedio di Malindi o la battaglia di Sharm el Sheikh. Il periodo coloniale e fascista è stato indubbiamente letame politico però esiste una riflessione di De Andrè cantandoci ciò che dal letame può nascere, dacciò non bisogna vergognarsi o nascondere ciò che è stato, ma piuttosto trasformando il male in bene potendosene trarre opportunità di benessere economico oltreché nuovi contatti storico-culturali ora più possibili grazie alla meravigliosa pace siglata tra Etiopia ed Eritrea.. Perciò per mia opinione il quadro si deve appendere e non deve far paura a nessuno.

  2. Non ho capito…ma il quadro è stato tolto perché si è compreso di cosa si parlava oppure perché altrimenti sarebbe saltato l’evento dell’arrosticino!

  3. La storia a piacimento | 21 Gennaio 2020 at 10:56 pm | Rispondi

    Abbattiamo anche il Colosseo, quante persone innocenti sono morte lì? Oppure vogliamo parlare delle crociate?

    • Certo sarebbe curioso “ricordare i martiri del Colosseo” mettendo un quadro con il faccione di Nerone o di quello che apriva le gabbie dei leoni sopra i volti dei cristiani morti.

  4. Mi vergogno di fare parte di uno stato che vuole cancellate la storia… Eliminiamo anche la tredicesima e la quattordicesima mensilità volute dal dice; eliminiamo la bonifica dell’Agro Pontino, il foro italico il Canal bianco il ponte Italia e tutte le altre infrastrutture che ha creato il fascismo.
    Però nessuno si lamenta che dopo più di 70 anni dobbiamo ancora mantenere l’ANPI con le nostre tasse….
    Che brutta Italia

  5. Ormai è di moda vedere il fascismo anche dove non ve n’è traccia.
    Io considero il quadro in questione un reperto storico della nostra Italia.

    Come ho scritto nel precedente articolo il quadro rende onore ai soldati Roccolani che hanno combattuto per la Patria.
    Per questioni giuste o meno (non sono nessuno per giudicare), ma lo hanno fatto per amor di Patria.

    La storia non si cancella.

  6. Mi pare che non ci sia una chiara e sacrosanta presa di distanza dal periodo oscuro. Detto queste citazioni di menti libere quali De André mi sembrano azzardate. Il problema è che rimaniamo un popolo pavido codardo di fascistoidi sempre pronti a salire sul carro del vincitore di turno. P. S. Amo l’Abruzzo!

  7. Se cominciamo a parlare dei partigiani. La maggior parte di loro non sa neanche un fucile come è fatto. Dovremmo distruggere mezza Italia per cancellare le tracce di quanto ha fatto il duce. Chissà quanti di questi animali gode a tutt’oggi della tredicesima …..finisco qui. Sono solo dei porci comunisti

  8. Il fascismo è finito 75 anni fa. Morto e sepolto. Neppure Berlinguer ne era cosi’ ossessionato come la sinistra di oggi. Ma tant’ e’, evidentemente all’ Anpi non sanno come impiegare il tempo oltre a girarsi i pollici ad oltranza. La storia non si cancella, si studia a scuola e nelle università sotto la voce regimi totalitari: comunismo nazismo fascismo. Però..che strano..qui da noi hanno messo a bilancio i festeggiamenti del partito comunista. Ipocrisia.

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